La Campania è la regione italiana più esposta al maltrattamento all’infanzia, sia in relazione ai fattori di
rischio presenti sul territorio regionale sia in relazione ai servizi di prevenzione e contrasto al fenomeno.

E’ stata presentata la quarta edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, curato dall’organizzazione non governativa Cesvi, supportata da un Comitato scientifico formato da medici, esperti e rappresentanti istituzionali, tra cui il Ministero della Salute, l’Istituto degli Innocenti, l’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Istat, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali.

Lo scenario descritto dall’organizzazione è allarmante: il 39% dei minori, ovvero circa 2.000 bambini e adolescenti, risultano vittime di maltrattamenti, spesso all’interno della famiglia. Come nel resto del Paese, la pandemia ha fatto emergere nuovi fattori di stress, da cui deriva la crescita dei fattori che rischiano di produrre fenomeni di maltrattamento all’interno dei nuclei familiari. Ma se il mondo degli adulti è stato incapace di gestire le proprie fragilità riversandole sugli adolescenti, quello dei giovani sta producendo crescenti casi di violenza tra pari. A mancare sono interventi mirati e un’educazione socio-emotiva di bambini e adulti. I fattori di rischio che plasmano l’Indice sono di tipo individuale, relazionale e comunitario o sociale. Permettono di prendere in considerazione elementi quali le età dei genitori e dei minori, la condizione di migrante, l’accessibilità all’alcol e alle droghe, la disabilità, l’isolamento sociale, l’approvazione genitoriale di punizioni corporali, le gravidanze indesiderate, la presenza di un genitore non biologico, lo scarso controllo sociale, le crisi socio-economiche, solo per citarne alcuni. Dal 2017, anno in cui, secondo il Cesvi, in Italia un milione e duecentomila bambini sono in condizione di povertà assoluta, sono attivi progetti per contrastare i fenomeni di maltrattamento, ovvero di abuso fisico, sessuale, psicologico, e qualunque altra forma di violenza che crei un danno alla crescita e alla dignità. Anche la trascuratezza è sintomatico del fenomeno, stando all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da ancor prima che il Covid-19 peggiorasse gli indici, fotografando una situazione che richiede interventi mirati, secondo il Cesvi, le condizioni di bisogno e di povertà in cui versano molti bambini italiani segnalano uno dei problemi endemici del nostro Paese. La presenza costante di dinamiche che non permettono una crescita adeguata ai cittadini più piccoli ha portato l’organizzazione a intervenire già da alcuni anni attraverso progetti ad hoc in alcune città italiane. Oltre a Napoli, dove è attiva a San Pietro a Patierno, a oggi, l’ong opera a Bergamo, Roma, Rieti e Bari. Negli anni segnati dalla pandemia e dalle migrazioni, si rafforza la necessità di migliorare gli interventi progettuali su questa tematica e quella di ricostruire subito un sistema di servizi territoriali capace di far fronte all’aumentato bisogno di cure, a cominciare da quelle psicologiche. E’ questo quanto è stato chiesto al Ministro per le Pari opportunità e per la Famiglia, Elena Bonetti, intervenuta all’incontro presentato da Cristina Parodi, giornalista e ambasciatrice del Cesvi. Nel suo intervento, ha parlato della chiusura della scuola, sottolineando come questo abbia creato un vuoto nelle relazioni positive e nell’incontro che sa intercettare fenomeni di maltrattamento. Anche l’educazione non-formale è chiamata in causa dalla ministra, che annuncia che a breve sarà varato il nuovo Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza. Se questo è il quadro generale in materia di maltrattamento, in Campania, rispetto agli anni precedenti, il Cesvi riscontra un peggioramento nella capacità di vivere una vita sicura, risultando stabile in merito alla capacità di acquisire conoscenza e sapere. Viene descritta una regione a “elevata criticità” che combina una situazione territoriale particolarmente difficile sia per i fattori di rischio che per l’offerta di servizi.

Per sostenere i progetti legati all’infanzia a rischio, la Fondazione Cesvi ha lanciato la campagna sms solidale “Quando sarò grande”, attiva dal 2 al 22 maggio. Per aiutare i bambini a vivere un’infanzia serena e a diventare gli adulti che sognano di essere, basta inviare un sms o chiamare da rete fissa al numero solidale 45580.