E’ polemica a Napoli per i disservizi registrati nel trasporto pubblico cittadino, causate dalle 11 malattie dei dipendenti di Anm. Nell’arco di poche ore, ieri, sono pervenute in azienda ben 11 comunicazioni di malattia da parte di altrettanti agenti di stazione della Linea 1 della metropolitana, più una richiesta urgente di legge 104. Tanto è bastato per creare caos. Sulla vicenda si è espresso anche il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistri, definendola ”attacco criminale al servizio pubblico”.

L’azienda, che intanto si è attivata per assicurare la copertura dei turni necessari a garantire quanto meno il servizio sulla tratta Piscinola – Dante, avverte che dovessero aumentare i dipendenti in malattia, la Linea 1 sarà ulteriormente limitata a Vanvitelli: caos nel caos. Ma ieri poi alle parole di De Magistris hanno prontamente replicato i sindacati, che definiscono ”inopportune” le accuse del primo cittadino.  

A chiudere una giornata difficile sul fronte trasporti, sono arrivate pesanti come macigni, anche le dichiarazioni di Nino Simeone, Presidente commissione Infrastrutture e mobilità del Consiglio comunale di Napoli il quale ha detto che, non appena le sue condizioni di salute lo permetteranno, affronterà ‘’a viso aperto le tantissime criticità e i problemi che attanagliano la nostra città. Leggere i comunicati stampa dell’Anm e le dichiarazioni del Sindaco che attaccano i lavoratori, definendoli criminali, mi fanno ribollire il sangue’’. Simeone si è appellato al primo cittadino, invitandolo a prendere i mezzi pubblici per capire le condizioni in cui viaggiano i cittadini e i lavoratori. ‘’ Il cittadino vuole un servizio pubblico locale decente – incalza Simeone – e quello napoletano non lo è’’.

Sempre ieri mattina, poi, è pervenuta comunicazione di malattia da parte di quattro capiservizio della funicolari, che hanno costretto ad interrompere il servizio pomeridiano, mentre oggi non sarà effettuato il turno mattina a Mergellina, mentre la funicolare di Chiaia resterà chiusa per l’intera giornata .

L’azienda fa sapere che  si stanno tenendo attivi tavoli  di confronto sindacale per discutere le richieste del personale che si stanno sollevando da diverse famiglie professionali ed auspica che dietro queste improvvise assenze non si
nascondano forme di rimostranza che dovrebbero eventualmente manifestarsi nelle forme costituzionalmente riconosciute per le rivendicazioni sindacali quali lo sciopero, che, a differenza della malattia,  comporta una decurtazione dello stipendio.

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