È sbarcata a Napoli la “Magia”. Allo Stadio S. Paolo mercoledì sera ha preso il via ufficialmente la 30esima edizione dell’Universiade.

Ma cosa sono le UNIVERSIADI?

L’Universiade è la manifestazione sportiva per gli studenti universitari di tutto il pianeta. Una sorta di Olimpiade con cadenza biennale, sia invernale che estiva, forse l’evento internazionale e multidisciplinare con più storia e tradizione sulle spalle secondo soltanto ai Giochi Olimpici; una storia cominciata più di 50 anni fa proprio in Italia e mai interrotta fino ad oggi.

All’evento mondiale partecipano circa 10 mila studenti-atleti che gareggeranno in svariate discipline: atletica leggera, basket, scherma, calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, judo, nuoto, rugby, immersioni, pallanuoto, tennis da tavolo, taekwondo, tennis, pallavolo, vela, portando a Napoli 15 mila persone solo tra atleti, organizzatori e addetti ai lavori.

222 medaglie, 118 i Paesi partecipanti provenienti da tutto il mondo e in rappresentanza di tutti i continenti.  3 i villaggi atleti dislocati in tre differenti città della Campania: Napoli, Salerno e Caserta.

Inizia dalla strada la grande festa, le file lunghissime ma disciplinate mettono vicine le persone che si studiano, entrando in contatto o tenendosi a debita distanza. Mai si è visto pubblico più eterogeneo.

Anche all’interno tutto procede con tranquillità, fra sketch di venditori di bibite in perenne dissidio con le organizzazioni e lo spettacolo nello spettacolo di pic-nic e cori che rallegrano l’attesa. Facce felici si intrecciano a volti turbati con la critica facile.

È Sergio Mattarella a dichiarare ufficialmente aperti a Napoli i giochi della 30esima Universiade. Lo fa da un palco allestito nella tribuna autorità dello stadio San Paolo porgendo il benvenuto agli Atleti con un saluto in tutte le lingue e queste belle parole: “Nella certezza che tale evento sportivo rafforzerà l’amicizia tra popoli del mondo, dichiaro aperta la 30esima edizione dell’Universiade estiva”

La mascotte delle Universiadi di Napoli 2019 è la sirena Partenope, simbolo della città e della sua fondazione mitologica. Secondo il mito, infatti, la città di Napoli è legata a Partenope, una sirena, che venne a morire sulle sue coste dopo aver invano cercato di fermare Ulisse nel suo viaggio verso Itaca. È Mariafelicia Carraturo, primatista Mondiale di apnea a vestirne  i panni.

Ancora tra gli ospiti sportivi Bebe Vio che porta la bandiera in un incantevole abito rosso di Armani  e  Gianni Maddaloni con i suoi judoka di Scampia.

In tribuna Autorità sono presenti anche il Cardinale Sepe, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, Matytsin, presidente FISU, il Presidente della Camera Roberto Fico e il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Il Presidente FISU Oleg Matytsin si rivolge agli atleti, esortandoli ad “essere unici”, anche motto delle Universiadi.

Arriva il momento attesissimo della sfilata delle delegazione e qui, lo spirito dello sport che unisce, perde qualche battuta mostrando la faccia sbagliata della medaglia: accolte con giubilo le delegazioni di Argentina, Spagna, Brasile e fischiate quelle di Francia e Germania.

Gli interventi del governatore della Campania Vincenzo De Luca e del sindaco Luigi De Magistris, sono accolti dal pubblico con manifestazioni di disappunto, mitigate nel corso degli interventi.

L’Italia chiude la sfilata con 437 persone, di cui 300 atleti. La delegazione azzurra è la più numerosa alle Universiadi e lascia il campo alle note della voce di Malika Ajane.

È Marco Baclim Il direttore artistico della cerimonia. La “firma” dell’apertura delle Universiadi 2019, Baclim è già stato l’autore delle cerimonie di molte Olimpiadi, da Torino 2006 a Rio de Janeiro 2016.

Molte le suggestioni che hanno animato  lo spettacolo, rievocando la tradizione, la natura e i paesaggi con led, giochi di luce, proiezioni spettacolari, fuochi d’artificio, musica e balli per più di due ore e mezza di show.

La bandiera della Fisu è portata fra gli altri da Giuseppe Abbagnale, Mariafelicia De Laurentiis e Antonietta Di Martino. Luci accese sul judo con i ragazzi della palestra di Gianni Maddaloni.

Fuochi d’artificio e ancora musica, questa volta è l’esibizione di Anastasio ad emozionare. Esegue la sua versione di “Another brick in the wall” accompagnato dai bambini della scuola media di Meta di Sorrento.

La torcia entra nello stadio portata da Pino Maddaloni, Diego Occhiuzzi e Carlotta Ferlito che lasciano ad Alex Meret e Lorenzo Insigne il tiro alla palla di fuoco che il capitano lancia verso la bocca del Vesuvio che al contatto si accende di luci e fuochi.

Gran finale di Andrea Bocelli, che accompagnato dal talentuoso figlio Matteo, canta tre brani tra cui Funiculì Funiculà, Nessun Dorma e Vincerò riuscendo a mettere finalmente tutti d’accordo.

Lucia Montanaro

foto di Lucia Montanaro