by photographer Luca Daniele

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Una ballerina qualche settimana fa mi raccontava uno stato d’animo: “Sai Edwige, in questo momento di vita così difficile tra preoccupazioni e dispiaceri, una malattia, l’unica cosa a cui non rinuncio è il tango, arrivo e spengo il cervello… come d’incanto”.

Ed allora in questo nostro abbraccio troviamo la consolazione, il tepore, prima restio,poi comodo,ed infine con-passionevole… e tutto perchè spesso e volentieri è uno sconosciuto-a che ci abbraccia e che abbracciamo, si annientano le convenzioni sociali, i convenevoli borghesi, le imbastiture educative … è così semplice e naturale non sapere nulla l’uno dell’altro ma trovare insieme una reciproca condivisione.

by Luca Daniele

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… Condivisione… che termine così abusato! condividere cosa? un tango? fatto di passi,tecnica,ritmo,tempo… no no, stiamo condividendo un balsamo reciproco, non ci stiamo solo abbracciando ma per tre minuti e mezzo ci stiamo tenendo per mano…Nessuno si avvicina a questa danza senza un bisogno esistenziale, che non necessariamente è un dolore, luogo comune e borghese, ma sono i diavoletti di Milton nel “Paradiso Perduto”che cacciati dal Paradiso, si rifugiano nell’animo degli uomini e … fanno male!

Allora le ombre della sera, le luci soffuse della milonga,ci ovattano ci portano per qualche ora in un altrove, ed è così rassicurante sorridere, mentre balli, quando scorgi sguardi di persone conosciute, una mano che si stringe, un saluto fuggevole, tutto così familiare.

Qui possiamo perderci, fino in fondo, perchè sempre ci ritroveremo in quell’abbraccio che tanto, a volte ci lenisce il cuore.

La voce di una ballerina

Edwige

A proposito dell'autore

Edwige Mormile

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