In questi giorni impazza la notizia di Madonna che su Instagram ha postato la fotografia del paniere della solidarietà, made in Naples, letteralmente sospeso, in cui chi ha mette e chi non ha prende.

Come messaggio la diva ha aggiunto “God Bless you Italy”. Il video del panaro solidale è arrivato a lei tramite “The Guardian”.

Sostenitrice da anni della “teoria dei sei gradi di separazione” di Frigyes Karinthy, secondo cui ogni individuo è separato da ogni altro sul pianeta da una catena di sei contatti, voglio rivolgermi direttamente a lei per spiegarle un paio di cose, contando sulla buona disponibilità dei quattro contatti che ci separano.

“Cara Madonna,

l’essere da oltre 35 anni una tua fedele fan mi trasforma a buon diritto in una specie di tua biografa. So tutto o quasi tutto di te che sei una sacerdotessa dei media e hai costruito la più solida leggenda che abbia mai accompagnato una artista donna (female artist, come gli americani specificano sempre e a buon ragione: le donne hanno molte meno possibilità negli Usa e ovunque).

Non ricordo nomi e date della tua vita e ormai comincio a scordarli anche della mia però, a me non la dai a bere. Hai molte passioni, ma la più grande di tutte non è la danza, bensì l’Antropologia (e in questo siamo uguali).

Una curiosità bulimica e inesauribile sul genere umano ti ha condotto dalla più oscura provincia del Middle Est alla Grande Mela e tu, come il Gep de “La grande Bellezza, film che certamente avrai visto, non ti sei accontentata di partecipare alle feste, era la tua presenza a stabilire se una festa (un evento musicale o mondano) fosse un successo. Negli anni di New York, hai avuto per amici, amanti o frequentazioni i big presenti in quel luogo a quel tempo: Martha Graham, Andy Warhol, Jean Micheal Basquiat, tanto per citare qualcuno.

Le tue esplorazioni dell’universo umano non hanno ammesso limiti. Hai studiato la Cabala e il Sanscrito, hai imparato tante lingue, hai intercettato ogni fenomeno musicale, dal Vogueing dei Club gay di New York, al Fado di Lisbona, passando per il Gospel e la Pizzica salentina, senza dimenticare mamma Africa di cui ti sei fatta paladina e interprete. Per una mente spugna come la tua (è una tua definizione di te stessa), conoscere il sound di un popolo è solo una via di accesso nella ricerca antropologica verso le sue radici profonde.

Ebbene, mia amatissima superstar, siamo finalmente all’anno del contatto.

Hai girato l’Italia, di cui ti senti comunque figlia, in lungo e in largo ma, misteriosamente, non sei stata nella Campania Felix e, soprattutto, non sei stata a Napoli.

Per tante volte ho sperato che arrivassi, come i bambini sognano di vedere Babbo Natale, ma la cortina di ferro nazionale, che oscura da decenni la straordinarietà della città di Napoli, ti ha tenuto lontana.

Ora, tra le tante iniziative italiane, intraprese per superare questo tragico momento, non è un caso che il tuo radar personalissimo abbia intercettato proprio il paniere della solidarietà.

Mia immensa, questa è la punta dell’iceberg.

Non sai cosa si nasconde sotto. Una storia di quasi tre millenni, intrisa di esoterismo, che parla di Iside, di Dionisio, di misteri e storie velate: una vera cuccagna per una ricercatrice come te, per non parlare del sound e della Tarantella.

E poi i napoletani hanno lo spirito idoneo a far parte della tua gang. Siamo tutti figli di puttana, Bitches, come dici, anarchici, amorali e spregiudicati ma siamo anche quelli che hanno inventato il caffè sospeso e ora il paniere. Forse non siamo sempre onestissimi ( ma chi è senza peccato scagli la prima pietra), però quando c’è bisogno, non ci giriamo dall’altra parte e proprio chi ha di meno, chi ha conosciuto il bisogno, chi è rimasto in contatto col bisogno dà per primo e di più.

Siamo come la tua amata Evita: non era una santa ma sapeva far del bene.

Ora però che c’è stato il contatto, non farti fregare, non lasciare che oscurino questa breccia.

Fatti spiegare dai tuoi amici Dolce e Gabbana, che l’hanno onorata per tre giorni nel silenzio oltraggioso della televisione nazionale, cosa è Napoli.

E poi, tu che sicuramente potrai perché tra celebrities che ci vuole? ora che sei in quarantena come tutti e hai un poco di tempo in più, contatta la nostra Sofia Loren e chiedi a lei perché essere napoletani è un’altra cosa.

Ti aspetto qui, occorressero cent’anni.

Per sempre tua.

Stefania.