In che giorno è nato veramente Cristo? Davvero la cometa illuminò la sacra capanna? Babbo Natale esiste? Proviamo a rispondere.

A cura di Giorgio Manusakis e Pamela Cito

Il 25 dicembre, allo scoccare della mezzanotte, siamo tutti davanti al presepe per posizionare Gesù nella sua culla. Ma vi siete mai chiesti se davvero sia nato quella notte? Più di uno studioso si è posto questa domanda e le teorie in merito sono diverse. È certo che il primo a indicare nel 25 dicembre la data di nascita di Cristo fu, nel IV secolo d.C., il letterato romano Furio Dionisio Filocalo nel suo Chronographus, ma fino ad allora i cristiani festeggiavano la nascita di Gesù il 6 gennaio. Il suo spostamento al 25 dicembre, secondo molti studiosi, è dovuto alla grande popolarità che aveva il dio Mitra a quel tempo e alla volontà di assorbirne il culto all’interno del Cristianesimo. Numerose sono le prove che sostengono questa tesi: la tradizione cristiana, infatti, s’incrocia con quella pagana che, nei giorni dal 17 al 24 dicembre, festeggiava le Saturnali, feste in onore di Saturno, dio dell’agricoltura, durante le quali le persone si scambiavano doni. Negli stessi giorni, inoltre, cade il solstizio invernale a cui i romani davano molta importanza, tant’è che l’imperatore Aureliano, nel 274 d.C., fissò nel 25 dicembre la data in cui si festeggiava il Dies Natalis Solis Invicti, in onore della nascita del dio solare Mitra. Ma non tutti la pensano così: le ipotesi sono tante e c’è anche chi, stando a complicati calcoli basati sui testi teologici antichi e sul calendario gregoriano, sostiene che Cristo sia nato effettivamente il 25 dicembre. Di certo c’è solo che nessun testo, teologico o meno, indica il giorno in cui è nato Gesù il quale, peraltro, è stato calcolato che, tenendo conto dei vari calendari e degli errori in essi riportati, dovrebbe essere nato nel VII secolo a.C.

Si dice anche che la sua nascita fu annunciata da una cometa ma i Vangeli non ne parlano affatto, tranne quello di Matteo che accenna a una stella (ma non una cometa) che guidò il cammino dei Magi. Gli astronomi affermano che nel VII secolo a.C. non apparve nessuna cometa nel cielo, ma si verificò un curioso evento astronomico: un allineamento tra Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci che, a causa della diffrazione della luce, avrebbe prodotto una luminosità cinque volte superiore alla somma delle sorgenti luminose prese singolarmente. Tuttavia non sembra essere stato questo il motivo per cui è usanza mettere una cometa sul presepe. La ‘colpa’ di questa tradizione viene attribuita a Giotto: fu lui, infatti, il primo a disegnarne una sulla capanna della Natività nel ciclo pittorico che dipinse nella Cappella degli Scrovegni a Padova, e più precisamente nella scena dell’Adorazione dei Magi. Era il XIV secolo e da allora ogni presepe che si rispetti ha la sua cometa sulla capanna di Cristo.

Ma se a Gesù i doni li portarono i Magi, da circa due secoli il loro posto è stato preso, almeno nel cuore dei bambini, da Babbo Natale. Ma esiste davvero? Noi tutti usiamo l’espressione ‘Credi ancora a Babbo Natale’ per indicare chi crede alle favole, eppure forse le cose non stanno proprio così, perché i vostri bambini potrebbero veramente vedere questo grosso uomo in barba bianca e vestito di rosso portare loro i regali. E quanti di questi bambini non sognano di essere un giorno Babbo Natale? Volete realizzare il loro sogno? Ebbene si può. A Midland, una cittadina statunitense del Michigan, esiste la più antica scuola di Babbo Natale del mondo. Ogni anno un trenino che parte da Detroit porta migliaia di aspiranti studenti, ma non tutti ce la fanno perché le selezioni sono molto accurate. Gli insegnanti della CVR Santa Claus School, fondata nel 1937, sono severissimi e gli aspiranti Babbo Natale non solo devono avere il fisico idoneo, ma devono studiare attentamente i testi e seguire diligentemente i corsi. Ce ne sono di make-up, innanzitutto per avere le sembianze di Babbo Natale, ma anche di cucina, storia, ginnastica, stretching e laboratori artigianali. Gli aspiranti studenti devono essere pronti non solo a farsi fotografare insieme ai bambini, ma anche a rispondere a ogni loro domanda e, soprattutto, a non infrangere i loro sogni, perché se Babbo Natale esiste è proprio grazie ai bambini e ai loro sogni. E se volete far vedere ai vostri piccini questa scuola da favola, nei video in basso sarà Alberto Angela a farvi da guida.

Alberto Angela – La scuola dei Babbo Natale – Presentazione – YouTube

Alberto Angela – La scuola dei Babbo Natale – YouTube