Il project management, ovvero la gestione di un progetto, è “l’applicazione di conoscenze, attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un progetto al fine di conseguirne gli obiettivi”. Questa definizione, fornita dal Project Management Institute (PMI), è il nostro punto di partenza per provare a capirne qualcosa di più.  

È una materia finalizzata, quindi, a gestire nel modo più corretto ciascun aspetto di un’attività progettuale: l’ambito, i tempi, i costi, le risorse, gli approvvigionamenti, la qualità, i rischi, la comunicazione e tutti i soggetti coinvolti.

Il PMI succitato (www.pmi.org), la più importante associazione di Project Management nel mondo, fu fondato negli Stati Uniti, a Philadelphia, nel 1969, con lo scopo di diffondere e rendere sempre più solida la pratica del project management attraverso l’affermazione di un modello.

Nel 1981, il comitato direttivo del PMI autorizzò lo sviluppo della Guida al “Project Management Body of Knowledge”, stampato in oltre 6.000.000 di copie: praticamente la Bibbia per chiunque voglia diventare Project Manager!

Il PMI ha rilasciato oltre 900.000 certificazioni attive, tra cui la PMP – Project Management Professional, quella più importante per un Project Manager.

Il PMI conta più di 300 Chapter, ovvero rami locali, con un totale di
oltre 550.000 soci
. In Italia esiste il Chapter del Nord, quello del Centro e quello del Sud. Quest’ultimo, che opera in Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, è nato nel 2004, è registrato come associazione senza fini di lucro e conta oltre  320 soci, soprattutto professionisti, imprenditori e docenti (www.pmi-sic.org).

In questo breve percorso, mi farò aiutare da una donna decisamente in gamba, attuale Presidente proprio del PMI-SIC, ovvero del Chapter del Sud Italia, la Dott. Paola Mosca. Poiché ci lega un rapporto di grandissima stima e di amicizia, mi permetto il tu…

Prova a spiegare, Paola, e per favore con la maggiore semplicità possibile, in cosa consiste l’attività di un Project Manager e in quali settori le sue abilità trovano applicazione.

Grazie per l’affetto e la stima che ricambio, ma passiamo al dunque.

Mi piace definirla come una disciplina che guida verso il cambiamento, che aiuta a realizzare ciò che è immaginato, ciò che non c’è, e consente che divenga realtà.

Il project management è dunque un’attività che permette di realizzare qualcosa nel miglior modo possibile, tenendo conto di tutte le variabili in gioco: dai tempi ai costi sicuramente, ma con attenzione anche a tutti gli attori coinvolti, partendo dal team fino a giungere ai clienti e, se possibile, agli utenti finali o alle varie organizzazioni coinvolte.

Un project manager, interpretato al maschile o al femminile, deve saper estrarre il meglio delle competenze dal proprio team, deve saper individuare potenziali rischi, deve possedere doti di creatività necessarie per superare momenti critici, deve saper comprendere i contesti culturali nei quali è impegnato, deve riuscire a infondere entusiasmo e determinazione per raggiungere i risultati, oltre naturalmente a saper svolgere le attività tipiche di pianificazione, esecuzione e controllo relative al progetto.

Mi chiedi in quali ambiti conviene applicarne la competenza… Direi che trova applicazioni in tutti i campi e solo per citarne alcuni, si spazia dall’industria al terziario, dalle costruzioni all’aerospaziale, dal software all’hardware, ma anche dallo spettacolo al sociale: è infatti una competenza trasversale, e tra le più richieste attualmente e nel prossimo futuro, nel mercato del lavoro.

A destra: la Dott. Paola Mosca al PMI di Los Angeles - Ottobre 2018
A destra: la Dott. Paola Mosca al PMI di Los Angeles – Ottobre 2018

Cosa ti proponi, con il tuo Chapter, per diffondere sempre più le pratiche di Project Management sul territorio?

La dimensione del nostro Chapter è ancora abbastanza ridotta rispetto agli altri due italiani: sembra proprio che rispecchi le difficoltà economiche e di sviluppo di questa parte del paese. Per raggiungere maggiori aree geografiche, quindi, ci siamo organizzati per Branch: sono formalizzati Puglia, Campania e Sicilia, in questi giorni stiamo lavorando attivamente per definirne uno anche in Calabria. Successivamente ci dedicheremo alla Basilicata e al Molise.

Come detto, ci impegniamo per la diffusione di tali competenze attraverso vari canali e modalità (eventi, webinar, sito web, newsletter, social network…)  e in vari ambiti come università, scuole, istituzioni e aziende, per ottenere la maggiore visibilità possibile, in quanto solo così possiamo raggiungere le variegate realtà del nostro territorio.

È un lavoro che riusciamo a realizzare solo grazie all’entusiasmo e alla passione dei nostri volontari: ognuno di noi può fare la differenza!

In questa ottica penso sia importante coinvolgere i giovani e accogliere i loro suggerimenti.

Attraverso queste righe, a chi vorresti rivolgerti per creare ipotesi di sinergie e collaborazioni? Insomma chi, leggendoci, potrebbe mettersi in contatto con voi?

Ti ringrazio per l’opportunità: mi piacerebbe raggiungere maggiormente le piccole imprese, che sono il tessuto vitale del nostro territorio. In quel contesto siamo meno noti e talvolta visti solo come un costo, come una competenza meno importante e non necessaria allo sviluppo e/o al cambiamento.

Troppo spesso, a mio avviso, ci si concentra solo sulle competenze tecniche o verticali di settore, trascurando quelle più gestionali, che invece possono offrire una garanzia di efficacia, efficienza e qualità maggiore e supportare nella valorizzazione delle proprie competenze specifiche.

Grazie, Paola, e buon lavoro!

Luciana Pennino