Definita dagli antichi Greci “nettare degli dei“, l’uva da vino possiede principi nutritivi di grande importanza, tanto che pane ed uva potrebbero nutrire qualsiasi individuo, senza bisogno di altri alimenti. “Le virtù dell’uva sono leggendarie“, il suo valore nutrizionale, riconosciuto da tutti i dietologi, la rende molto simile al latte di donna (con il vantaggio di contenere anche ferro), facendone un alimento consigliabile ai bambini in crescita, ma anche agli sportivi, agli anziani, agli anemici, ai depressi, alle persone nervose, agli intellettuali e, comunque, a chiunque debba sottoporsi ad uno sforzo fisico.

Per le sue proprietà, essa costituisce un rimedio ideale contro le malattie di cuore, l’ipertensione, l’arteriosclerosi, l’obesità, le nefriti, la stitichezza, la gotta, i reumatismi, i disturbi del fegato, dell’apparato urinario e della pelle. Per godere in pieno delle tante proprietà di questo frutto, lo si dovrebbe consumare con i semi e i vinaccioli, masticando con cura.

Composizione e funzioni bionutrizionali

Ricchissima in zuccheri (fruttosio, glucosio, levulosio e mannosio naturale), l’uva da vino contiene molti sali minerali, quali manganese, calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro, cloro, fosforo, iodio (2 mcg %) ed arsenico, oltre ad acido tartarico (ad azione antineoplastica) e tannino, presenti nella buccia. Per la ricchezza in acido fosforico (17 mg %), silicio (2,2 mg %) e vitamine B1, B2, e PP, essa può essere considerata un ricostituente del sistema nervoso, della pelle e dei capelli.

Ricca in acido tannico e fenolo, l’uva svolge un’attività antibatterica ed antivirale (J.Konowalchuk, J.I.Speirs), mentre l’acido caffeico, l’acido cinnamico, le antocianine, i flavoni e le catechine, contenute nella buccia, ne fanno un importante antitumorale (A.C.Hulme, J.Kanner, L.W.Wattenberg). Da questo punto di vista, il principio attivo più interessante e promettente è il resveratrolo, anch’esso contenuto nella buccia, ma solo dell’uva nera (J. Pezzuto, Università dell’Illinois, Chicago). Tutte queste caratteristiche terapeutiche si riferiscono esclusivamente all’uva da vino e non a quella da tavola. Per il contenuto salino e vitaminico, oltre a favorire l’attività cardiaca, l’uva stimola la contrattilità della colecisti e la produzione dei succhi pancreatici, migliorando le funzioni digestive. Il tannino modera l’effetto troppo lassativo degli zuccheri, così come l’enocianina contribuisce a tonificare tutti i distretti organici. L’uva è diuretica e facilita l’eliminazione dell’acido urico e della renella, per cui è indicata nei pazienti sofferenti di gotta e di litiasi renale, ma risulta utile anche per gli individui affetti da dermatosi, eczemi, patologie degenerative osteo-articolari ed in molte forme infettive (H. Leclerc).

Nelle stipsi di vecchia data, l’impiego dell’uva è molto efficace, sia come frutto, sia sotto forma di spremuta, da bere al mattino a digiuno; nelle stipsi croniche, che di solito rispondono in maniera brillante a questo stimolo, si può aggiungere un cucchiaio di miele, che nutre e ne aumenta l’effetto terapeutico. Rispetto al frutto intero (che stimola la peristalsi intestinale anche per il contenuto in fibra e cellulosa della buccia), il succo ha un’azione più fisiologica e meno intensa, simile ad un blando lassativo, che rende più liquida la massa fecale addensata. Per esempio, in caso di sospetto di subocclusione intestinale, sarà da preferire la scelta del succo d’uva, rispetto al pericolo di una stimolazione peristaltica incontrollata.

Il succo d’uva fresco, alla dose di 700-1500 cc al giorno, è indicato anche nelle disbiosi intestinali, ricordando che, come tutti i succhi di frutta, anche questo si ossida rapidamente all’aria, per cui deve essere consumato in breve tempo.

Per l’azione lassativa, diuretica e drenante, esso si rivela efficace negli avvelenamenti e nelle intossicazioni croniche da metalli pesanti, quali piombo e mercurio.

Negli squilibri elettrolitici con manifestazioni neurologiche, l’uva offre il vantaggio dei suoi sali e degli zuccheri utilizzabili con estrema rapidità dal cervello, senza correre il rischio di una imbibizione del tessuto nervoso.

Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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