Il gioco d’azzardo riceve critiche dal Parlamento e dall’opinione pubblica, ma gli altri Paesi europei vedono nella penisola il modello da seguire per la regolamentazione delle scommesse

L’opinione pubblica italiana attacca le misure contro il gambling, l’Europa usa l’Italia come modello per la lotta al gioco d’azzardo compulsivo. Il paradosso sul campo delle scommesse ha nel nostro Paese il protagonista principale, con il Parlamento che da tempo promette misure per combattere gli eccessi del gaming. Braccio duro finora mai attuato, anche perché un ulteriore inasprimento fiscale farebbe crollare l’intero sistema.

I primi otto mesi del 2016 hanno portato nelle casse dell’Erario italiano circa 9 miliardi di euro, a fronte di un volume di gioco complessivo che si pensa possa attestarsi ai 90 miliardi per la fine dell’anno. Un incasso così imponente è affiancato da una regolamentazione piuttosto precisa riguardo gli orari di apertura dei centri di scommesse, oltre alla distanza dai luoghi più sensibili al problema della ludopatia. La necessità degli introiti statali è accompagnata dall’attenzione ai cittadini, cercando il giusto compromesso. Un esempio per le altre nazioni, sul live gaming come sull’online.

In rete l’Italia è una delle nazioni che hanno combattuto il gioco illegale con maggiore ferocia. Da anni esiste il marchio AAMS per certificare i siti in grado di garantire delle certezze agli utenti. Controllo della percentuale di restituzione del denaro, dei movimenti dei giocatori per evitare la collution e meccanismi che bypassano gli account. L’eliminazione dei siti “.com”, illegali per definizione, ha trasferito il 10% dei giocatori dall’abusività alla legalità. Buona parte dei nuovi guadagni del fisco arriva da questo genere di lavoro di legalizzazione, e non dall’aumento della fascia di giocatori online.

In Europa il modello italiano è stato preso in considerazione a febbraio, nel seminario di Londra “The Italian Briefing”. In quell’occasione il nostro Paese è stato individuato come baluardo della regolarità nel campo del gioco d’azzardo, e lo sarà anche a Berlino, nell’Excellence in Gaming. Il sistema di regole della penisola sarà preso in considerazione come virtuoso dagli altri Stati partecipanti, che in base a esso stileranno una serie di indicazioni sulla questione.

I temi più caldi della regolamentazione del gaming rimangono la pubblicità e la liquidità internazionale. Nel primo caso si tratta di togliere i loghi delle aziende dalle fasce orarie più vicine ai soggetti a rischio, neo maggiorenni su tutti. Non solo in televisione, ma anche negli sponsor di squadre sportive ed eventi mediatici. In questa direzione vira la polemica dell’Italia nei confronti della nazionale di calcio, che ha accettato come sponsor tecnico Intralot soltanto un mese fa. Per quanto riguarda la liquidità internazionale, negli ultimi mesi sono stati fatti passi avanti importanti. Difficile prevedere l’esito della questione: di sicuro a tendere le orecchie è soprattutto il poker  in versione cash game, che tra l’altro potrebbe risollevarsi dalle recenti difficoltà nell’online. In ogni caso, in tutta Europa sta nascendo la consapevolezza di dover dare regole più precise nell’ambito del gioco d’azzardo. Forse in Italia più che in altre zone, pur essendo più avanti. Difficile comunque immaginare cambiamenti nel breve periodi, stando alla legislazione attuale.