Della vita e delle opere di Hermann Hesse (1877-1962) si è scritto molto; meno conosciuta è l’attività pittorica dello scrittore premio Nobel nel 1946. Parallelamente alla scrittura Hesse agli esordi disegnò schizzi a matita, poi passò al colore e all’acquerello che divenne la sua espressione privilegiata. Non vi è però una diretta corrispondenza tra letteratura e pittura: per quanto nella parola Hesse si logora e si affatica, tanto nella pittura trova ristoro e pace, come prevede anche la terapia junghiana cui si sottopose. Benché autodidatta, è amico di molti pittori – Cuno Amiet, Jean Lurçat, Louis Moilliet, Marianne von Werefkin – che influiscono sul suo linguaggio artistico. I tre saggi che compongono questo volume ripercorrono il viaggio artistico di Hesse dal Nord al Sud – analogo per molti versi a quello di Goethe – alla ricerca di una natura incontaminata con la quale entrare in profonda comunione. Lo scrittore viaggia in Italia, affascinato dalla luce e dai colori, e nel Ticino si innamora di Casa Camuzzi – eletto a buen retiro – tema di alcuni fra i suoi più celebri testi e acquerelli. 

Si terrà venerdì 2 febbraio alle ore 17 presso la sede dell’Orientale di Palazzo du Mesnil in via Chiatamone 62 la presentazione del libro “Le dita rosse e blu. La pittura di Hermann Hesse” ( Armando Dadò editore) di Cesare de Seta. Con l’autore, Maria De Vivo, Valentina Di Rosa, Natascia Festa. Introduce e modera Giampiero Moretti.

Cesare de Seta storico dell’arte, è professore emerito dell’Università di Napoli Federico II, ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi e in altre sedi all’estero. Tra i molti volumi, alcuni tradotti in diverse lingue, si segnalano i più recenti Ritratti di città. Dal Rinascimento al secolo XVIII, Einaudi 2011, L’Italia nello specchio del Grand Tour, Rizzoli 2014, L’arte di viaggiare, Rizzoli 2016, Venezia e Moby Dick, Neri Pozza 2016; tra i romanzi Era di maggio(2010), La dimenticanza (1994), Terremoti (2003), finalista al Premio Strega, Quattro elementi (2007). Tra le ultime mostre che ha curato Imago Urbis Romae, Musei Capitolini, 2005 e L’immagine della città europea, Venezia, 2014.