per i Pezzulli di Luciana Pennino: Caos liberatorio

Ho temporeggiato, tergiversato, traccheggiato e tentennato ma alla fine, il momento catartico del cambio di stagione mi ha scovata e mi ha messo di fronte alle mie responsabilità!

Me la sarei cavata cambiando l’estate con l’inverno o l’autunno con la primavera ma ho subito capito che non poteva essere questo, il cambio di stagione di cui tutti parlano con agitazione e che vivono come un assillo ciclicamente puntuale.

E dunque mi sono fatta animo e sono andata incontro all’onere del vaglio, della selezione, della pulizia e dell’ordine, seppur nel dubbio, in tutta onestà, che sia realmente utile…

Vabbè, ho iniziato con l’armadio. Ho spalancato le ante e ho tirato giù tutti gli scheletri che avevo dentro; dopo un lavoro certosino di analisi e di verifica, uno per uno, a bizzeffe ne ho eliminati, stando accorta a smaltirli in modo che nessuno se ne accorgesse. Gli scheletri sopravvissuti, quelli che hanno resistito, li ho rimessi in ordine nell’armadio e l’ho serrato ben bene.

Soddisfatta di questo primo passo, sulla scorta dell’immotivato entusiasmo subentrato e che sembrava ora sostenermi nella titanica missione, sono passata ai cassetti.

Il primo, quello dei sogni, per tutti i santi, che bailamme! Non mi sono scoraggiata, però, e ho proceduto con metodo. Quelli ormai completamente fuori moda, via! Altri ancora freschi e in ottime condizioni ma che non fanno più al caso mio, li ho sistemati da parte per passarli a qualche amica con gusti similari ai miei ma semmai più giovane o con maggiore disincanto. Altri ancora, quelli proprio buoni, attuali, da darci solo una sistematina per poi sfruttarli, li ho rimessi al loro posto, nel cassetto.

E dunque avanti, a quello di sotto, il cassetto fiscale. No, quello non ho proprio avuto lo stomaco nemmeno di sfiorarlo!

E allora giù ancora, con il cassetto dei romanzi. E che ve lo dico a fare… una baraonda! Come ho aperto così ho richiuso, senza spostare una virgola! Dopo pochi minuti, tuttavia, ho capito che l’imperativo categorico della giornata era “ordine” e quindi dovevo rispettarlo. Ho riaperto e ho tirato fuori tutti i romanzi, ma anche le lettere, i racconti, gli articoli, le bozze, le poesie, le liste della spesa, i post it, le favole, le ricette, i messaggi nella bottiglia e persino i temi delle elementari e le versioni del liceo.

Con pazienza, li ho preso uno per uno, come gli scheletri nell’armadio, li ho letti, valutati e inseriti in uno dei due spazi in cui ho diviso il cassetto con una immaginaria linea di confine: lo spazio degli scritti recuperabili e chissà, forse un giorno utilizzabili per un romanzo, e lo spazio degli scritti uh mamma, ho scritto questo? Ma è terribile! Eppure non ce la faccio a buttarlo. Non scendo nel particolare di quale spazio sia ora più pieno tra i due…

Alla fine ho guardato il frutto globale della mia fatica e ho provato un senso di pace e di armonia per il risultato, ordinato, che ho ottenuto.

Ehm… qualcosa non quadra… troppa pace, mi sa…

È stata questione di una frazione di secondo: non ho resistito, ho riaperto armadio e cassetti e ho ricreato il caos, liberatorio e affrancatore!

Luciana Pennino

“L’ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell’immaginazione.”
(Paul Claudel)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

Post correlati