Al Teatro Mercadante si è alzato il sipario, il 12 novembre, sull’adattamento teatrale del libro di Heinrich Böll,L’onore perduto di Katharina Blum” (Elena Radonicich nella parte della protagonista e Peppino Mazzotta coprotagonista). È una storia ambientata negli anni di piombo, alla metà degli 70, in Germania. È un racconto ricco d’ironia e paradossi, dove il terrorismo combattuto dalle forze dell’ordine, sembra in qualche modo, essere meno terribile ed addirittura più umano di quello perpetrato dal sistema stesso e dalla stampa che lo rappresenta, nei confronti di una ragazza moralmente irreprensibile.  

La giovane governante Katharina si innamora di un bel ragazzo a una festa.  Ma a sua insaputa questo è un presunto terrorista in fuga dalla polizia, e la notte che trascorrono insieme è sufficiente per portare la sua vita tranquilla in rovina e sottoporla alla sorveglianza della polizia. Usata dal sensazionalismo più bieco dei tabloidi, Katharina diventa lentamente un obiettivo che attrae sempre più odio e rabbia da parte della comunità, attraverso telefonate e lettere anonime, volgarità e minacce che mettono a dura prova i limiti della sua dignità e sanità mentale.

Diretto da Franco Però con l’adattamento di Letizia Russo “L’onore perduto di Katharina Blum” è una trasposizione potente ma sensibile del controverso romanzo di Heinrich Böll.  Un commento pungente e attuale sulle libertà individuali, l’ascesa della violenza manipolata dai media e il potere stesso dei media, tanto rilevante oggi, quanto nel periodo in cui fu scritto.

Questa è la tragedia del paradosso – evidenziato alla perfezione in questo adattamento teatrale –  che Blum non è una minaccia per nessuno, ma viene perseguitata, vittimizzata e isolata come se lei stessa fosse una terrorista. Tutte le risorse mediatiche e della polizia riunite contro di lei, sono completamente sproporzionate rispetto al loro obiettivo, evidenziato dalla semplicità e purezza del racconto che la ragazza stessa fa al commissario durante l’interrogatorio. L’innocenza di Blum è ovviamente messa in contrasto con la corruzione dell’autorità dello stato e delle forze mediatiche, la rappresentazione è cupamente umoristica ma anche terrificante.

È quindi una  narrativa quasi orwelliana, quella messa in scena da Franco Però che riflette fedelmente il messaggio del libro sull’abuso di potere e informazione, “L’onore perduto di Katharina Blum” spaventa! Il suo impatto è reso ancora più efficace dalla direzione e dalla potente performance degli attori che scandiscono la narrazione in modo uniforme e serrato. L’opera è riuscita nel suo intento di portare alla ribalta in maniera ironica e polemica allo stesso tempo, il potere dei media tradizionali implicando in maniera diretta ed inequivocabile quello dei più moderni social media. È un “J’accuse” verso tutto quel sistema mediatico irresponsabile che è causa di tanta devastazione nella nostra società. 

Teatro Mercadante

12-17 novembre 2020

“L’onore perduto di Katharina Blum

dal romanzo di Heinrich Böll

adattamento Letizia Russo

regia Franco Però

con Elena Radonicich, Peppino Mazzotta

e la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos

scene Domenico Franchi

costumi Andrea Viotti

luci Pasquale Mari

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Catania

Durata: 2 ore (atto unico).