Nel tardo pomeriggio, un giovane signore era entrato nel negozio. In mano reggeva una grossa busta su cui aveva accuratamente coperto, con strisce di nastro adesivo colorato, le scritte che avrebbero potuto far risalire alla boutique o atelier in cui doveva aver comprato qualcosa di molto importante. Non mi sbagliavo nel pensarlo perché la stringeva accuratamente e gelosamente in modo che nessuno potesse sbirciarne il contenuto. “Buonasera! Avrei bisogno di un cappello molto particolare” esordì rivolgendosi a me che osservavo la scena dallo sgabello dove mi ero appena seduta per scrivere qualcosa. Sorridendo mi alzai e gli risposi: “Vediamo se riesco ad aiutarla!”. “Devo sposarmi ai primi di luglio – continuò – ed ho comprato un abito che non posso e non voglio far vedere a nessuno. Deve rimanere un segreto fino al giorno del matrimonio, L’ho acquistato a Roma e da lì sto venendo. Forse non mi crederà ma non sono riuscito a trovare il cappello adatto; solo in un negozio, una signora mi ha consigliato una lobbia di paglia scura che avrei dovuto ordinare e mi ha chiesto una cifra esorbitante”. Morivo dalla curiosità di vedere l’acquisto misterioso ma capivo che, difficilmente, sarei riuscita ad essere accontentata. “Non posso assolutamente dire se quello che lei vuole possa andare bene se non vedo il vestito. Non me la sento di consigliarla, altrimenti. Credo solo che una lobbia sia troppo seriosa per la sua età”. A malincuore, con grande, evidente sforzo di volontà ed un sospiro a stento trattenuto, il signore tirò lentamente fuori della busta un pezzo di stoffa che gli avevano consegnato per tenerlo di riserva nel caso fosse stata necessaria una modifica al vestito. Tessuto lucido a fondo nero con, disseminati copiosamente, disegni di cuori rossi palpitanti e pieni di sangue (avevo davanti a me un potenziale collega di Vladimir il Sanguinario? Alto, magrissimo e totalmente senza capelli poteva somigliare all’attore Bela Lugosi che ne aveva dato una buona, famosa interpretazione. Aspettavo di vedere da un momento all’altro il suo viso dischiudersi in un sorriso per rendermi conto di come fossero i canini…..), altri cuori ingentiliti da roselline (un pallido tentativo di mitigare i cuori cruenti con un accenno di romanticismo?), altri ancora dorati, grigio piombo e neri circondati da arabescate cornici di metallo (un punk si era materializzato lì al negozio, davanti ai miei occhi sgranati per la meraviglia?). Dovetti far forza a me stessa per rimanere impassibile e, senza battere ciglio, risposi che per un vestito con quel tessuto così elegante e con quella fantasia, la paglia sarebbe stata inadatta e gli consigliai un cilindro o una bombetta di feltro scuro. Con un copricapo simile, certamente avrebbe completato egregiamente il suo look tanto particolare. Il cliente appariva dubbioso. Aveva paura di poter sentire troppo caldo in quello che sarebbe stato un pomeriggio di piena estate ma cercai di convincerlo dicendo che in chiesa certamente non avrebbe potuto indossare il copricapo e che avrebbe dovuto tenerlo solo in mano per fare scena e metterlo nel momento in cui, successivamente alla cerimonia religiosa, gli avrebbero scattato qualche foto. Mi ascoltò attento e chiese un po’ di tempo per poter riflettere sulla delicata questione. “Non vorrei sbagliare! Il vestito è troppo importante e non posso fare brutta figura. Non sarebbe meglio una bombetta di raso?” Inorridii. Secondo me sarebbe stato il massimo del kitsch. “No, per carità ! Il raso no. Meglio, allora, non indossare il copricapo. Tranquillo – continuai – cerco di consigliare per il meglio i clienti, anche a costo di non vendere e sono la prima a non voler fare brutta figura perché, se così fosse, sarebbe controproducente per il mio nome e quello del negozio!”.                               Ripose la stoffa nella busta il cui contenuto continuava a rimanere un mistero e di cui ero riuscita ad appurare solo che custodiva un vestito che costava tantissimo, opera di due famosi stilisti. Due stilisti? Pensai subito a Dolce e Gabbana e, appena il cliente andò via, cercai su Google le loro ultime creazioni come abiti da cerimonia per uomo. Esultai nel trovare ,dopo poco tempo, un abito proprio con la stessa fantasia della stoffa che mi era stata appena mostrata. Per essere più sicura di quanto avevo consigliato, telefonai subito alla fabbrica che mi fornisce i copricapi più particolari e mi confermarono, tramite l’esperta delle vendite, che una bombetta sarebbe andata “ a nozze” con quel vestito. Già, nozze! Esatto!

Il cliente aveva voluto il mio numero telefonico e, nei giorni seguenti, mi richiamò più volte ed inviò messaggi vari perché rispondessi ai suoi interrogativi e poi per dirmi che, dopo il tempo preso per la riflessione, aveva deciso di darmi ascolto e di affidarsi completamente a me. Contenta, lo ringraziai per la fiducia e, nel giro di pochi giorni (ormai il tempo stringeva), venne a perfezionare l’acquisto. “Posso lasciare qui la mia bombetta fino a qualche giorno prima della cerimonia? Non vorrei che qualcuno la vedesse. Deve essere una sorpresa per la sposa e per tutti gli invitati, come l’abito!”. Naturalmente l’accontentai e, due giorni prima del fatidico evento il cliente tornò per ritirarla. “Ho solo paura di sentire caldo ma è davvero bellissima. Dopo la cerimonia farà parte della mia collezione di cappelli!”. “Farà sicuramente una splendida figura – gli risposi rincuorandolo – Bisogna solo indossarla con naturalezza, non pensare a nulla e vedrà che non sarà un grande sacrificio e non sentirà il caldo!”

Sabato 7 luglio c’è stato il matrimonio. Il 9 luglio, a mezzanotte, ho ricevuto dallo sposo una piacevole valanga di fotografie della cerimonia e del ricevimento inviate a raffica sul mio telefonino. Ho potuto finalmente respirare di sollievo e sono andata a dormire contenta. Ho aiutato uno sposo a realizzare il suo sogno. Cosa ci può essere di più bello?

Ma, una volta, non erano le spose, le timide spose, a preoccuparsi tanto del vestito da tenere nascosto a tutti e del giusto accostamento degli accessori? Qualcosa deve essere cambiato. O tempora, o mores!

*Per la cronaca : qualche giorno dopo la cerimonia, prima di partire per il viaggio di nozze, il giovane cliente mi ha fatto una sorpresa e, molto gentilmente, è venuto al negozio per ringraziarmi e farmi conoscere la bella sposa.

Che piacere avere clienti così!