Lo spagnolo nella lingua napoletana

La penetrazione dei prestiti dalla lingua spagnola nell’italiano è stato un fenomeno che si è evoluto nel corso dei secoli, raggiungendo nel ’500 e ‘600 il periodo di maggiore influsso. La zona in cui le tracce di tale penetrazione sono più evidenti è l’Italia meridionale, dove il contatto con la lingua spagnola è stato più duratura e costante. Uno dei dialetti maggiormente ricco di ispanismi è, infatti, il dialetto napoletano.
Tre secoli e mezzo di spagnoli a Napoli non potevano non influenzare e indirizzare tutti i settori della società cittadina, lingua parlata e scritta compresa.
Vediamo in sintesi come alcune parole si sono introdotte nel nostro linguaggio molte delle quali ancora oggi persistono.

– Abbuffà (gonfiare) da Bofar (soffiare, gonfiare).
– Alliffà/Alliffato (pulito, vestito con eleganza) da Alifar (pulire).
– Ammuinà/Ammuìna (fare confusione/Fastidi) da Amohinar (infastidire, irritare).
– Ammulà/Ammolaforbece (Arrotare, Affilare/Arrotino) da Amolar (idem).
– Amprèssa (in fretta) da Apriesa (prontamente).
– Arrassà/Arrasso (Allontanare/lontano) da Arrancar (allontanare, strappare).
– Arravuglià/Arrevugliato (Avvolgere/Avvolto) da – Arrebujar-Arrebucarse (Avvolgere-Avvolgersi).
– Arrugnà/Arrugnato (Contrarre/Contratto-Raggrinzito) da Arrugar (contrarre-corrugare).
– Ascià (Cercare, Trovare) da Hallar (idem).
– Babbo-babbeo (idiota-sciocco) da Babieca (idem).
– Buffettone (ceffone) da Bofeton (idem).
– E quanno buono buono (espressione che indica assenso nei confronti di una cosa impossibile da evitare) da de bueno a bueno (d’accordo).
– Butteglia (bottiglia) da botella (idem ma anche dal francese buteille).
– Cagliosa (colpo molto forte) da Callao (ciottolo, pietra).
– Cammisa (Camicia) da Camisa (idem).
– Camorra (Associazione di delinquenti) da Camorra (alterco, lite).
– Canzo (opportunità) da Alcanzar (conseguire, raggiungere).
– Capaddozio (capintesta) da Capataz (caposquadra).
– Càpere/Capé (entrare, contenere) da Caber (idem).
– Caponata (insalata di pane, cipolle, peperoni, acciughe ecc) da Capolar (tagliare a fette).
– Capuzziello (arrogante, prepotente) da Cabezudo (caparbio, testardo).
– Còsere (cucire) da Coser (idem).
– Coviglia (famoso gelato tipicamente napoletano/palermitano) da Cubillo (piccola botte così è la forma del contenitore del gelato).
– Crepato (lesionato) da Quebrado (rotto)
– Culata (bucato) da Colada (idem).
– Cu mmico/Cu ttico (con me-con te) da Conmigo – Contigo (idem).
– Cunto (racconto, favola) da Cuento (idem).
– Faglià/faglio (mancare, essere privo/mancante, privo. E’ parola in uso nel gioco delle carte tressette) da Fallar/falla (mancare, mancanza).
– Faraglioni (scogli di Capri) da Farallòn (scoglio emergente alto dal mare).
– Falpalà (stoffa pregiata) da Falpalà (idem).
– Guappo (camorrista, prepotente) da Guapo (coraggioso, intrepido).
– Guardinfante (piccola culla trasportabile) da Guardinfante (idem).
– Lazzaro/Lazzarone (persona scostumata e malvestita) da Làzaro (cencioso, lebbroso).
– Locco (stupido, sciocco) da Loco (pazzo).
– Marranchino (ladro, individuo lercio) da Marrancho/Marrano (maiale, uomo sporco).
– Marvizzo (pesce tordo) da Malvis (tordo).
– ‘Mpanata (cibo ricoperto di farina o pangrattato e poi fritto) da Empanada (pasticcio di carni e piselli).
– ‘Mperruso (adirato come cane “arraggiato”) da Perro (cane).
– Muccaturo (fazzoletto da naso) da Mocador (idem).
– Muntone (mucchio) da Muntòn (idem).
– Muorzo (boccone) da Almuerzo (spuntino, colazione).
– ‘Ngarrà (centrare, indovinare, azzeccare) da Engarràr (acciuffare, afferrare).
– Nenna/Ninno (bambino, bambina) da Nino (idem).
– ‘Nfizzà/’Mpizzà (ficcare, introdurre, infilare) da Fijar (introdurre, fissare)
-‘Nfuscarse (irritarsi, stizzirsi, accigliarsi, stordirsi) da Enfoscarse (idem).
– ‘Ngrifarse (impennarsi, alterarsi, rizzarsi) da Engrifarse (idem).
– Nirufummo (nerofumo, uomo di carnagione scura) da negro de humo (scuro come il fumo)
– ‘Nzartà o ‘Nzertà (innestare, intrecciare) da Ensartar (idem).
– Omertà o Umertà (solidarietà, a volte la camorra stessa) da Hombredad (virilità), da Hombre = uomo
– Palià (bastonare, percuotere) da Apaleàr (idem).
– Palicco (stuzzicadenti) da Palillo (piccolo palo).
– Palomma (colomba) da Paloma (colomba).
– Papiello (il papiro universitario o un documento ponderoso) da Papèl (carta, documento).
– Passià – Passiata (camminare, camminata) da Pasear (passeggiare).
– Pella (cute, tegumento, contatto sessuale) anche – Pellecchia (buccia) da Pelleja (pelle, gonna, sottana, sgualdrina).
– Pippià (fumare la pipa – il bollire del ragù) da Pipiar (pigolare).
– Recchione (pederasta) da Orejones (nome dato dagli spagnoli da oreja -orecchio) ai nobili peruviani viziosi e corrotti che si facevano forare ed allungare le orecchie
– Riffa (lotteria) da Rifa = idem – Rifar (sorteggiare)
– Riggiòla (mattonella, piastrella) da Rejela (piccola inferriata) o anche Rejol (pila di mattoni)
– Rollo (rotolo, involto rotondo) da Rollo (idem).
– Sbarià (vaneggiare, delirare, divagarsi) da Desvariar (farneticare).
– Scamuso (di qualità modesta, malandato) da Escamochar (guastare, sciupare) o Escamocho (avanzi, resti)
– Scarfà (riscaldare) da Escalfar (idem).
– Scartapelle o Sciartapelle (mobilia vecchia, oggetto inutile) da Cartapel (carta o scritto inutile).
– Sciammeria (giacca elegante ) da Chamberga o Chambergo (casacca, cappello a cencio).
– Scuppetta (fucile) da Escopeta (idem).
– Stare (nel senso di essere) da Estar (stare, essere). In lingua napoletana spesso stare sostituisce essere come in spagnolo.
– Tamarro (villano, cafone) da Tamara (piantagione di datteri) da cui il contadino che la cura.
– Tavuto (bara, cassa da morto) da Ataud (idem).
– Tenere (nel senso di avere, possedere) da Tenér (avere).
– Trezzià (scoprire le carte da gioco a poco a poco) da Terciar (dividere in piccole parti).
– Uòsemo (fiuto) da Osmar (idem).
– Valanza (bilancia) da Balanza (idem).

di Carlo Fedele