Lo scandalo delle uova al fipronil dilaga, e ormai coinvolge quindici pesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia, che come altri 14 (Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Irlanda, Polonia, Romania, Danimarca, Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Hong Kong e Svizzera) ha importato uova da aziende coinvolte nello scandalo. Questo di per sé, non vuol dire che  abbia ricevuto uova contaminate dall’insetticida. Roma comunque ha già alzato il livello di guardia. Il ministero della Salute ha confermato che in Italia, per ora, non risultano uova o prodotti che provengono dalle uova contaminati dall’antiparassitario, il cui uso, in Ue, è proibito nella catena alimentare. Ma, in via cautelativa, è stato predisposto un piano di campionamenti con le autorità sanitarie regionali e i Carabinieri del Nas. Una prima discussione sul punto si avrà già il 4 e 5 settembre, a margine della riunione dei ministri dell’agricoltura Ue a Tallinn.

 Simona Caruso