Prosegue il progetto digitale di Mariano Bauduin e The BeggarsTheatre – Il teatro dei mendicanti, dedicato al Pentamerone di Giambattista Basile dal titolo Lo cunto de li cunti – nella città di Napoli durante la terribile pandemia dell’a.d. 2020

In programma, come illustrato dal comunicato ufficiale del teatro, mercoledì 15 aprile, una “cuntista d’eccezione”, il soprano Carmen Giannattasio. “Reduce dal successo della Tosca di De Angelis al San Carlo, acclamata dal britannico Telegraph come “la più talentuosa tra i giovani soprano italiani”, Carmen Giannattasio ha conquistato con la sua voce i più importanti palcoscenici del mondo, tra cui il Metropolitan Opera, la Royal Opera House, il Teatro alla Scala, la Bayerische Staatsoper, l’Opera di Stato di Berlino, la Wiener Staatsoper, il Bolshoi. La voce da soprano e la capacità drammatica, fin da subito riconosciute dalla critica, ma soprattutto la  sua versatilità, le hanno permesso di interpretare molte delle protagoniste più note del teatro lirico, da Leonora nella produzione di David McVicar de Il Trovatore, alla Violetta de La Traviata per la regia di Ferzan Özpetek, che l’ha descritta «di prima classe… focosa e sensuale»” si leggie nella nota.

Il progetto, partito sabato 14 marzo e che ha già raggiunto circa 25 mila visualizzazioni, consiste nella realizzazione – con i mezzi casalinghi a disposizione di ognuno degli artisti coinvolti – di video racconti dell’intero Cunto de li Cunti. Ogni sera, alle 20.30, il nuovo video è pubblicato sui canali Facebook, Instagram e Youtube del The BeggarsTheatre e sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoliconclude il comunicato ufficiale.

«Io e Mariano ci conosciamo da quando abbiamo collaborato al San Carlo nel 2015, per la sua regia della Turandot ripresa da quella di De Simone del 2008. È stato amore artistico a prima vista, è stato da subito molto bello e interessante lavorare con lui. Grazie a quell’incontro poi ho saputo di tutta la sua attività, tutto ciò che fa oltre l’opera, conoscendo così anche il The BeggarsTheatre – racconta la Giannattasio -. Quando ci siamo sentiti, in questi giorni così particolari, mi ha subito colpito il suo progetto dedicato al Cunto de li Cunti. Quindi nonostante non sia proprio il mio campo, poiché parlare il napoletano barocco è davvero difficile, ho deciso di cimentarmi. Ci abbiamo lavorato insieme, lui mi ha incoraggiata e seguita nella realizzazione. La fiaba che racconterò, l’ultima della Terza giornata dal titolo “Le tre fate”, mi piace molto. Mi sono appassionata tantissimo».

«L’idea di coinvolgere un’artista come Carmen Giannattasio che proviene da un altro mondo, vale a dire quello dell’opera lirica, si basa sulla grande capacità che Carmen ha di non limitare la sua arte al semplice cantare –commenta Bauduin -. Lei è un interprete a tutti gli effetti, che pensa quando imposta un personaggio, che attiva un pensiero drammaturgico quando è in scena. Infatti con lei, quando abbiamo lavorato alla Turandot, il lavoro sul personaggio di Liù prese spunto proprio dall’impostazione da “mille e una notte”, quindi l’aspetto fiabesco dell’opera di Puccini. Quindi, come nelle fiabe persiane, così mi è sembrato interessante coinvolgerla nelle nostre fiabe campane, tanto più essendo lei un’artista campana».