L’inflazione è la perdita di potere di acquisto della moneta (approfondisci), in pratica con gli stessi soldi compriamo meno cose.

Un aumento dell’ inflazione contenuto e costante è positivo, perché aiuta l’economia ad espandersi, e il suo controllo è compito delle banche centrali.

Un aumento improvviso ed incontrollato, invece, per chi ha un reddito fisso può diventare un problema. Riuscire a fronteggiare il caro prezzi non è semplice per chi non può contare su entrate extra e si deve indebitare a tassi di interesse molto più alti.

Per chi è indebitato, invece, l’inflazione è positiva perché rende più leggero il peso dell’indebitamento e degli interessi pattuiti in precedenza.

I prezzi aumentano quando la domanda di beni e servizi supera l’offerta di chi li produce.

Questo significa che i prezzi possono salire sia perché la gente spende di più, sia perché si produce di meno.

La pandemia ci ha costretti a lunghi periodi di fermo generalizzato delle attività economiche e dei consumi.

Si esce di meno, si comprano meno cose , si usa meno l’auto, alcune attività sono ferme a causa dei regolamenti di distanziamento fisico.

Inoltre tutte le iniezioni di liquidità delle banche centrali hanno aumentato la moneta disponibile per gli Stati che hanno potuto effettuare sgravi fiscali e dare materialmente soldi alle persone.

Tutto questo ha causato, sia un aumento del risparmio delle persone, che quindi possono spendere più velocemente in un dato momento, sia una diminuzione dell’offerta dei beni e servizi disponibili.

Ecco quindi che fa capolino l’inflazione, e che cominciano a prospettarsi aumenti sostanziali della stessa,  in previsione della normale ripresa dell’attività economica e di consumo.

Come possiamo vedere dal grafico precedente, la crisi dei subprime e quella dei titoli di stato italiani, che comportarono un aumento delle tasse e una diminuzione dei consumi, hanno visto una discesa cospicua dell’inflazione. Anche il calo dei prezzi delle materie prime a livello globale ci ha aiutati molto a tenere bassi i prezzi fino al 2020.

Qui come possiamo vedere, comincia la risalita dei prezzi in conseguenza del rincaro dell’energia, che impatta sui trasporti e la produzione dei beni, e sugli improvvisi aumenti di consumo, che si verificano alla fine delle restrizioni periodiche di distanziamento fisico.

Al momento, nonostante l’aumento dell’inflazione, non siamo a pieno regime di consumo né di produzione.

Per cui, più la situazione si normalizzerà, più ci avvieremo ad un aumento della spesa e dei prezzi, e più salirà l’inflazione.

L’aumento previsto è di quelli sani (intorno al 3% circa) sia in USA che in Europa e, molto probabilmente, non richiederà l’intervento delle banche centrali, che lasceranno fermi i tassi di interesse.

Questo però impatterà sui risparmi fermi sul conto corrente e quelli impiegati sui titoli obbligazionari non legati all’inflazione.

Analizzate quindi la vostra posizione finanziaria, che sia totalmente inesistente o più o meno pronta al prossimo aumento dei prezzi, perché c’è da cogliere una buona opportunità di difesa del proprio capitale, affidandosi ai consigli di un esperto.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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