gennaio 3

L’aria è  freddissima e tersa, chiama divani, poltrone, camini, e perchè no qualche buccia di mandarino bruciata sulla grata, io amo mescolarle con foglie di alloro e salvia… nel cuore dell’inverno rimaniamo a tu per tu con la parte più intima di noi e del… giardino, nulla ci distrae, perlomeno sono poche le distrazioni.

gennaio 2

Così anche le distrazioni esterne sono poche, rare le fioriture, sommesse e silenziose, così le fragranze… passeggio fra le foglie decidue, bisognerebbe bruciarle, penso, così come i rami spinosi delle rose o le frasche del leccio, dove sono le cesoie? I guanti?… Ma come mi piace aggirarmi, semplicemente così… come è affine il silenzio dell’inverno alla quiete interiore, tre limoni sono ancora lì, meglio raccoglierli subito, mancano i semini nelle mangiatoie, meglio metterli, nutrire le creature gentili che popolano i nostri giardini invernali, e così come giardinieri dell’anima assaporiamo assorti l’emozione trasmessa, chiamiamo anche il Genius Loci del luogo, così dolcemente pagano, che nell’inverno meglio si manifesta: le atmosfere rarefatte, le percezioni affinate, le armonie sussurrate, ci ricordano che nella stagione più scintillante dell’anno, non abbiamo bisogno di panorami mozzafiato, di altisonanti arredi e corredi, e che, pellegrini di noi stessi, qui in questi spazi ci cerchiamo per ritrovarci.

Tho! I kiwi, sono da raccogliere, “lesta lesta formichina si avvicina”, il paniere, le foglie per adagiarli, i guanti per raccoglierli, sta scendendo il sole, fa più freddo, la sciarpa sul viso, il cappello sugli occhi, certo che gli stivali di gomma sono proprio freddi!

Ecco sono già da mangiare alcuni, altri fra qualche giorno, dalla cucina profumo di caffè, caldo…

Sì, domani continuerò…

La vostra Psico-terra-peuta

🙂

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