Alcuni film ed alcune persone lasciano un’impronta indelebile nella memoria delle persone ed è appunto questo il focus del corto “L’impronta del Postino”, che insieme al regista Cristiano Esposito, si sino aggiudicati a Las Vegas i prestigiosi riconoscimenti di Best Short Documentary e Best Director al Venus Italian International Film Festival. La rassega, diretta da Kathrina Miccio e Alessandra Guarino, è tra le principali vetrine del cinema “made in Italy”, riservata, in particolare, ai cortometraggi, ai documentari e alle produzioni indipendenti. Ma per il cortometraggio non finisce qui: infatti, il documentario, è stato selezionato per The Cutting Room International Short Film Festival, tra le principali rassegne del mondo dedicate ai cortometraggi, in programma a New York il 19 e 20 ottobre 2019.

Il successo del corto è dovuto al fatto che dopo 25 anni è ancora profondissimo il legame tra Procida ed il film: l’intensità del dialogo tra finzione e realtà, tra luoghi immaginari e topoi tangibili, ha lasciato un’impronta indelebile nella vita degli isolani. “L’Impronta è il racconto di un’esperienza condivisa dalla collettività – spiega il regista Cristiano Esposito, ischitano di nascita e procidano d’adozione – Accanto al mutamento della memoria condivisa corre parallela la linea del ricordo personale, suggestivo e struggente nel testimoniare la partecipazione a qualcosa di perduto ed irripetibile”.

“L’impronta del Postino”, prodotto dal Procida Film Festival e da Maria Coppola Film Photo, celebra i 25 anni dalle riprese del film e dalla scomparsa di Massimo Troisi. “Come il luogo si plasma intorno all’opera -sottolinea l’antropologo Luigi Lombardi Satriani, intervenendo nel documentario – così l’opera d’arte, in questo caso il film, viene plasmata nel luogo in cui è girata. Più che altrove, l’architettura di Procida, lo spazio urbano e il paesaggio caratterizzano il background su cui si muovono i personaggi del Postino”.