Le importanti decisioni dei futuri genitori

Un pancino pronunciato e il ciondolo chiama angeli che lo solletica, mano nella mano con il compagno premuroso… sguardi di tenerezza che li legano ma che tradiscono anche un po’ di legittima ansia… in lei quella brillantezza speciale che sarà pure un luogo comune ma che davvero quasi tutte le donne in gravidanza hanno sulla pelle del viso e che le rende più morbide, accoglienti, piene di grazia.  

Un po’ chiacchierano e un po’ tubano, un po’ fanno programmi di acquisti e un po’ si rassicurano a vicenda per i soldi da spenderci… Non ne posso fare a meno, mi avvicino, sorrido e inizio a fare le domande di rito: “A che mese sei? Come va con le nausee? È il primo, eh?” E poi: “E il futuro papà come se la cava già da ora?! I nonni vi aiuteranno?”

«Purtroppo sono lontani ma ce la caveremo con gli zii, li abbiamo già reclutati!»

Un attimo di silenzio, un sospiro a tre, all’unisono, e poi riprendo: “E partorirai in clinica o in ospedale? Femminuccia o maschietto?”

«L’abbiamo appena saputo… femminuccia!»

«E il nome l’avete scelto?»

…..

……..

Il gelo avvolge persone, oggetti e pensieri: una coltre di ghiaccio accerchia tutta la scena, la cristallizza, la blocca senza possibilità di scampo…

Gli occhi della coppia si sbarrano. Le labbra di lei, appena dischiuse, si avviano verso un colorito livido e le guance verso il carminio. Gli arti iniziano a produrre degli scatti impercettibili e allarmanti. Visibilmente stravolta, la futura mamma allarga polmoni e narici e spara a raffica su di me come se lui non esistesse più:

«Non so più cosa proporre! Ogni nome non gli scende!!!

Sofia… ma che dobbiamo farne, una filosofa??

Allegra, Sole, Luna, Armonia, Serena, Aurora, Luce, Gaia… e no, fanno new age!

Annalisa, Annabella, Maristella, Marianna… vogliamo risparmiare? due nomi in uno?!

Alexandra, Alexia, Joy, Melany, Isabel, Debra… troppo esotici!

Bianca, Celeste, Viola, Azzurra… colori come nomi? manco a pensarci!

Alice non se ne parla proprio perché è il nome di un pescetto! Diana è cacciatrice, Fabia è l’acqua, Giselle e Denise nessuno li saprebbe pronunciare alla francese e Jolanda… eh già, sempre a specificare “con la gei, non con la i”!»

Tutto questo, la mammina in dolce attesa lo vomita in un sol fiato e con un inquietante crescendo del tono della voce. Un impercettibile secondo prima di diventare completamente cianotica, riesce a fermare questa lava incandescente e a rifiatare.

Tanto basta a lui, che nel frattempo è rimasto con uno sguardo catatonico perso nello spettacolo accecante dell’eruzione della donna che, secondo me, non riconosce nemmeno più come futura madre della sua prima figlioletta, e con un filo sottile di voce tremante, spostando un po’ il busto in avanti per rendersi visibile, dal momento che lei lo ha completamente nascosto, proferisce le testuali parole, che tanta tenerezza muovono in me:

«Quando abbiamo iniziato a pensare al nome, lei mi ha detto che l’avrei potuto scegliere io, dato che verosimilmente, ha detto proprio così, verosimilmente, sarebbe stata l’unica cosa su cui avrei avuto potere decisionale. E allora, io ora PRETENDO che si chia……»

Dirompente un grido si leva da quella donna ormai trasfigurata in demonio

«KATARINA NOOOOOOOOOOOO!!!!!!»

Le gioie della maternità…

Luciana Pennino

“Se avessi un figlio sordo lo chiamerei Invano.” (Alessandro Bergonzoni)