Il Financial Times lo aveva classificato come il miglior limone del mondo, oggi e’ entrato nel mirino della malavita organizzata. Stiamo parlando dello sfusato amalfitano, l’agrume della costiera che ha ottenuto il marchio Igp, e che oggi è nel mirino dei clan della camorra salernitana. La malavita, infatti, sta sottraendo interi raccolti alle aziende produttrici locali, provocando danni enormi all’economia del territorio.

E’ quanto emerge dall’immagine scattata da Eurispes, Coldiretti e Fondazione “Osservatorio sulla criminalita’ nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” nel sesto rapporto sulle Agromafie. Secondo le stime di Coldiretti, nel 2016 circa 100 quintali di limoni sono stati sottratti ai produttori in particolare nel periodo estivo, dove un chilo di limoni della Costa d’Amalfi puo’ arrivare a costare piu’ di 5 euro. Nel salernitano anche il comparto dell’olio extravergine d’oliva e’ sotto attacco, con razzie ormai frequenti “e all’ordine del giorno” in rimesse e cantine. Eurispes e Coldiretti ricordano anche che “se fino ad alcuni anni fa il fenomeno dei furti nelle campagne era circoscritto a Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna”, le regioni in cui “storicamente le organizzazioni malavitose perpetravano la loro azione ai danni dell’agricoltura”, oggi e’ tutto il territorio agricolo nazionale a vivere un’escalation di criminalita’ e a cadere vittime dei furti sono tutti gli agricoltori, dal Nord al Sud del Paese. In Piemonte, ad esempio, l’emergenza riguarda soprattutto le nocciole delle Langhe e dell’Astigiano mentre la Liguria e’ stata vittima di furti e la Puglia, dove gli agricoltori denunciano razzie di olive, mandorle e uva anche a scopo intimidatorio.