Il Presidente della Regione, il sindaco di Napoli e la società calcistica si sono uniti al coro di auguri che da tutte le parti giungono alla senatrice Liliana Segre, che oggi compie 90 anni. Sopravvissuta all’Olocausto, per decenni ha raccontato l’orrore visto e vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove era stata deportata nel gennaio 1944 attraverso i vagoni che percorrevano il binario 21 della Stazione Centrale di Milano, sua città natale. E’ una dei 776 bambini italiani deportati nonostante avessero meno di quattordici anni. Pochissimi di loro sopravvissero ai lager nazisti.

Per queste ragioni, De Luca la definisce “una donna straordinaria che da lustro all’Italia. La sua memoria ha contribuito in maniera determinante a far risvegliare la memoria storica e civile del nostro Paese ed è un esempio per tutti, in particolare per le giovani generazioni“, spiega. “A nome della Città di Napoli voglio augurare buon compleanno a Liliana Segre, testimone e baluardo contro ogni violenza e discriminazione“: con queste parole di stima le si è rivolto Luigi de Magistris, che ha sottolineato come il suo sia il pensiero di tutti i napoletani. “Alla senatrice Segre, sopravvissuta all’orrore di Auschwitz, va il pensiero affettuoso della Città delle Quattro giornate“, ha concluso nel suo messaggio il sindaco. “Auguri a Liliana Segre che aiuta a non dimenticare“, scrive sui propri profili la Società sportiva del Napoli, ricordando che “ha illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale“. E’ infatti questa la motivazione con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la nominò Senatrice a Vita il 19 gennaio 2018. Nelle stesse ore, il Quirinale ha reso noto che il Capo dello Stato le ha telefonato per farle gli “auguri affettuosi” e per ringraziarla della sua “preziosa testimonianza contro l’odio e la violenza in difesa dei diritti di tutti e nel rifiuto di ogni discriminazione“. L’Associazione Nazionale dei Partigiani le rivolge degli auguri “pieni di gratitudine per quanto fa quotidianamente per rendere questo Paese più civile“. L’ultimo pensiero che Liliana Segre ha rivolto pubblicamente alla Campania e a Napoli, che ricorda spesso con gratitudine per essere stata la prima città d’Italia ad essersi sollevata contro l’occupazione nazifascista, è racchiuso in un messaggio inviato, meno di un mese fa, al più famoso festival del cinema dei ragazzi e dei giovani in occasione del conferimento del Premio Giffoni 50. Nel ringraziare per l’assegnazione, ha chiesto ai giovani di abbracciare la felicità in un mondo più giusto. La giustizia sociale è uno dei temi più ricorrenti negli appelli che la senatrice rivolge per lo più alle nuove generazioni, a cui instancabilmente ripete che chi sceglie la vita per nessun motivo può toglierla agli altri. La speranza non può lasciare spazio alla debolezza di chi cede all’istinto della vendetta. Nei suoi interventi sottolinea come solo l’amore valorizza l’esistenza umana, fatta di attimi che segnano un tempo che non tornerà più, eppure non può andare perduto. Per questo, la senatrice ha fatto della memoria un dovere verso chi non può parlare né testimoniare, perché non è sopravvissuto all’odio, nazifascista in primis.

Per la sua origine ebraica, la senatrice fu espulsa dalla scuola all’intensificarsi delle leggi razziali e, all’età di 13 anni, fu internata nel campo di concentramento di Auschwitz, dal quale fu liberata nel 1945. “Fino a quando la mia stella brillerà” (Piemme, 2015), “La memoria rende liberi” (Rizzoli, 2015) e “Scopritelo nel vostro cuore” (Piemme 2018) sono alcuni dei libri nei quali da testimonianza di come la vita riesca a prevalere sulla morte.