Corte di Cassazione, sentenza 21306 del 2020

La Corte d’Appello di Napoli, dichiarato illegittimo il licenziamento collettivo intimato da una società, l’ha condannata alla reintegrazione del lavoratore e al pagamento di un risarcimento.

Il licenziamento, infatti, era affetto da una violazione procedurale, poiché la società non aveva giustificato la propria scelta di limitare la platea dei lavoratori da licenziare alla sola propria sede di Casavatore.

Contro la sentenza della Corte d’Appello la società ha proposto ricorso per cassazione, che la Suprema Corte ha rigettato.

In tema di licenziamento collettivo, infatti, la platea dei lavoratori interessati alla riduzione di personale può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore se ricorrono oggettive esigenze tecnico-produttive, ma è necessario che dette esigenze siano coerenti con le indicazioni contenute nella comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali.

Il datore di lavoro, quindi, può legittimamente circoscrivere ad un’unità produttiva la platea dei lavoratori da licenziare, ma deve indicare nella comunicazione, al fine di consentire alle organizzazioni sindacali di esercitare le proprie prerogative, sia le ragioni per cui i licenziamenti sono da limitare ai dipendenti dell’unità o settore in questione sia le ragioni per cui non ritiene di trasferire i lavoratori ad unità produttive vicine.

Qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un’unità produttiva o ad un settore dell’azienda, inoltre, la comparazione dei lavoratori, al fine di individuare quelli da avviare alla mobilità, può essere limitata agli addetti all’unità o al settore da ristrutturare in quanto ciò non sia l’effetto dell’unilaterale determinazione del datore di lavoro, ma sia obiettivamente giustificato dalle esigenze organizzative fondanti la riduzione del personale.

I motivi di restrizione della platea dei lavoratori da comparare devono essere adeguatamente esposti nella comunicazione preventiva onde consentire alle organizzazioni sindacali di verificare il nesso fra le ragioni che determinano l’esubero di personale e le unità lavorative che l’azienda intenda concretamente espellere.

Dottor Francesco Alifano

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