Statene pur certi: presto (ri)toccherà anche a voi.

E prima di quanto possiate immaginare.

Complici le tavolate natalizie e quella leggerezza delle conversazioni-digestivo contro la pesantezza di stomaco, questa domanda sarà presto lì, solo per voi, e attenderà, sadica e compiaciuta, il vostro arsenale di argomentazioni.

-E tu? Cosa ne pensi? Meglio il libro o il film?

Pam.

Dando per scontata l’ipotesi più rosea, cioè che abbiate sia letto il libro, sia visto il film oggetto della domanda (in caso contrario: tanti auguri!), non sfuggirete al penoso calvario.

Fase numero uno: i vostri occhi si ficcheranno in quelli del vostro interlocutore, invocando pietà per un povero essere umano che, adesso, dovrà destinare ciò che resta delle proprie energie mentali e fisiche a qualcosa di diverso dalla digestione del cotechino (del giorno prima).

Fase numero due: la vostra memoria aprirà il baule pieno di polvere e brufoli dei vostri ricordi del liceo, facendo man bassa di qualsiasi cosa abbia vagamente a che fare con figure retoriche e voce narrante, allo scopo di favorire premesse di credibilità e dignità intellettuale (certo, sarebbe più facile ripensare alle centinaia di libri letti da adulto, ma la prof. di italiano viene sempre prima).

Dopodiché, la vostra memoria entrerà nelle sale dei cinema dove avrete messo piede per l’ultima volta, ma riuscirete a visualizzare solo odiose governanti dagli invidiatissimi super poteri domestici e mammut preistorici dalle zanne enormi, pronte ad uscire dallo schermo con gli effetti 3D, che sembrano veri, che paura, non hai paura, mamma?

Fase numero tre: Emetterete qualche gocciolina di sudore postprandiale con attorno il vostro verdetto.

Frase numero quattro: il vostro interlocutore la penserà in modo diametralmente opposto. E sarete subito pronti a torturarvi con il consueto “senno di poi” su ciò che avreste potuto dire al posto di quello che avete effettivamente detto, e che, magari, vi avrebbe anche fatto guadagnare il plauso di tutta (l’immancabile) allegra compagnia.

Ma, soprattutto, vi rammaricherete di non aver detto quella verità, che, in modo più o meno cosciente, avete maturato in anni ed anni di meglio il libro o il film?

Vorreste, infatti, parlare, più che di libri o di film, di case e di traslochi. Perché, un romanzo o una pellicola, si vivono. Sono spazi vitali alternativi, degli alberghi ad ore in cui dimenticarci di mogli, mariti e figli, trascinati dalla compagnia di qualcun altro.

Sono anche degli ambienti, delle case in cui decidiamo di trasferirci, perché ci incuriosiscono, ci piacciono, e di cui, molto spesso, finiamo per innamorarci, pensando di non poterne più fare a meno. E avreste voglia di dire che, la maggior parte delle volte, tra libro e film, preferiamo semplicemente quello che  abbiamo “abitato” per primo, poiché è sempre difficile trasferirci in un posto simile a quello da cui proveniamo e riuscire ad amarlo allo stesso modo. E la bellezza oggettiva del posto non fa sempre la differenza.

Fase numero cinque: penserete con invidia a quelli che, durante le vacanze, si sono votati, anima e corpo, ai cinepanettoni: nessun dilemma libro-film e data di scadenza fissata al 06/01/2019.