Ci vorrebbe una maggiore cooperazione tra Comune e Regione, è il momento di fare in modo che le persone si liberino delle proprie scorie individuali e lascino parlare l’arma istituzionale.” Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenendo in diretta su Radio Crc Targato Italia.

Si deve creare il meccanismo di collegamento che vede il bene del cittadino prima della caratterialità di ciascuno. Della caratterialità ci siamo stancati tutti, è il momento delle istituzioni, il cittadino deve capire che c’è qualcuno che lo prende a cuore, sotto braccio e gli sappia parlare“.

Il ministro Costa è intervenuto sulla correlazione tra coronavirus e inquinamento Pm10: “ormai gli studi non sono solo italiani ma anche stranieri come quello di Harvard e ci dicono che è alto l’indice di correlazione tra inquinamento e Covid. È molto probabile che nelle zone aggredite da pm10 ci sia insorgenza del virus, al netto degli scambi commerciali e dei trasporti. È importante perché l’Italia è sottoposta ad una infrazione europea per la qualità dell’aria. Il ministero ha stabilito con l’Unione europea e ha definito un accordo di 500 milioni di euro per intervenire sul territorio”.

Rispetto al disegno di legge Terra mia contro i reati ambientali Costa specifica alcuni passaggi: “il daspo ambientale è stato presentato come norma manettara del ministro Costa che vuole arrestare a destra e a manca. Invece è pensato come nuovo patto d’onore con il mondo dell’imprenditoria sana, percentuale altissima rispetto a quella piccola di criminali. Se sei un imprenditore sano e capita che inciampi come ministero ti aiuto, attraverso un ravvedimento operoso, a venirne fuori e ti metto nelle condizioni di sanificare e sanare l’inciampo“.

E per questo ha aggiunto Costa che questi “sono elementi che vanno a carico dei criminali mentre lo Stato aiuta gli imprenditori sani: sto provando a narrarla in Parlamento e chiedo al cittadino di aiutarmi a narrarla. C’è una differenza tra italiani perbene e criminali“.

Sulla terra dei fuochi il ministro spiega la sfida di un modello per tutto il Paese: “per la Terra dei fuochi stiamo sperimentando un nuovo modello su province di Napoli e Caserta, realtà complessa, se funziona darà risposte a tutte le terre dei fuochi. Ho quasi 500 telecamere al ministero che do gratis ai comuni che si impegnano a fare videosorveglianza. Hai problemi a differenziare i rifiuti? Ti aiuta il ministero. Per il controllo del territorio proponiamo la cinturazione. Facciamolo insieme il nostro dovere perché questo modello pian piano inizia a dare risposte. Le aziende stanno vedendo che le stiamo aiutando“.

Per quanto riguarda le risorse del Recovery Fund Costa chiarisce: “il Recovery plan prevede il 37% al green ma coinvolge i ministeri dell’ambiente, economia, trasporti e agricoltura. Per l’erosione delle coste vogliamo inserire questo fenomeno e anche il dissesto idrogeologico come per le plastiche a mare che arrivano dai fiumi. Vogliamo che si esamini questo green e si sviluppi una coscienza ambientale nuova che, si costruisce con il mondo produttivo. Siamo i primi al momento ad aver individuato gli indicatori ambientali per le nuove imprese con un credito finanziario più agevolato grazie all’aiuto con i Btp. Aiutiamo il mondo produttivo a diventare più green e cambiamo il paradigma”.

Infine il ministro Costa interviene su Napoli e il futuro sindaco: “da napoletano, dico che serve un sindaco capace di parlare ai napoletani. Adesso è il momento di non parlare contro e non essere divisivo. Il Paese sta passando un momento difficilissimo, combattiamo una battaglia durissima contro il Covid. Deve essere inclusivo ma soprattutto deve parlare con il mondo produttivo e con quello della cultura”.