L’unità degli uomini, cittadini di un’unica patria, che è il mondo, è sostenuta dal “cosmopolitismo“, la cui visione illuministica attraversa una fase di crisi in tutto il globo, persino nella sua culla, l’Europa. In questo quadro storico, si inserisce la lezione del professore Luciano Canfora, filologo classico, presso il Teatro Bellini lo scorso 1 marzo. E’ stato uno degli incontri finali delle “Lezioni di storia festival“, iniziato lo scorso 27 febbraio e svoltosi grazie all’impegno organizzativo dell’associazione “A voce alta” e della “Fondazione Teatro Bellini da un’idea progettata da Editori Laterza e dalla Regione Campania. A curarne la comunicazione e la promozione è la “Società Campana Beni Culturali. Poiché #laculturanonsiferma neanche durante la quarantena indotta dal coronavirus, i video degli incontri vengono caricati ogni sera sui canali YouTube e Facebook della Scabec, dopo una votazione su Telegram: https://t.me/scabec. Dal 31 marzo tutte le videolezioni della seconda edizione sono disponibili anche su Spotify: bit.ly/storiafestival20.

La differenza tra “Noi e loro“, al cui binomio è dedicata la seconda edizione del festival, è, per alcune correnti di pensiero, una forma di barbarie, al pari della distinzione tra “libero” e “schiavo“. Al problema di una visione ristretta dello status di “cittadinoha cercato di dare una risposta il pensiero socratico e le sue emanazioni, di cui una è lo “stoicismo“, secondo il quale la divinità è nella natura, pertanto è in tutti gli uomini. Ciascuno ha dentro di sé un fuoco immanente, che rende noi tutti uguali all’interno di una storia che è universale, perché ha l’umano come protagonista, e per alcuni è anche organica, perché è piena di senso. Secondo un’altra emanazione del pensiero socratico, l'”epicureismo” di età romana, l’origine del conflitto che porta alla contrapposizione di tutti contro tutti si spiega con l’invenzione dell’idea di “proprietà“, successiva a quella di “comunità” e “monarchia patriarcale“. La teorizzazione della sua abolizione in favore di una vita frugale oggi, spiega il professore, si tradurrebbe in una “decrescita” priva di conflitto. In uno stato di guerra permanente, come era quello di Roma, il passo successivo arriva con il discorso fatto dall’imperatore Claudio ai senatori per dare le ragioni dell’estensione della cittadinanza allo straniero benestante e al nemico vinto e sopravvissuto. L’editto di Caracalla, che allarga la cittadinanza romana a tutti, è l’epilogo di una narrazione storica fatta dal professor Canfora attraverso alcune pagine di Antifonte, Democrito, Zenone, Lucrezio, Seneca, Polibio, Cesare. Uomini dalle cui storie di vita sembra emergere un ammonimento quanto mai attuale: la conquista romana del mondo è il frutto di un un’organizzazione ammirevole, ma anche in un’attuazione feroce del potere.

Buona riflessione!