Sold out al Teatro Bellini domenica, per la chiusura della prima edizione di Lezioni di Storia Festival, il festival italiano dedicato alla storiografia.

L’ultima lezione di storia è stata dedicata ad Eduardo De Filippo. Giulio Baffi, storico critico teatrale e consigliere della Fondazione Eduardo De Filippo, avvalendosi della presenza di Gianfelice Imparato, attore della della Compagnia di Luca, ha animato il Teatro Bellini con una lezione di storia, incentrando il tema sulla visione di un Eduardo De Filippo politico e grande attore.

L’incipit nasce da un confronto di Giulio Baffi con Gianfelice Imparato, che a gennaio ha interpretato il difficilissimo ruolo di Pasquale Lojacono, alle prese fra contraddizioni e ambiguità, nella celebre scena del caffè, nella commedia Questi Fantasmi. Giulio ha invece raccolto documentazioni video della stessa scena, interpretata da Eduardo, dove si evidenzia il suo interesse civico e politico dell’Italia di quei tempi.

Sono stati presentati tre video, di cui uno inedito e mai reso pubblico, del “noto monologo”, che al balcone Eduardo, interpretando Pasquale Lojacono, rivolge al Professor Santanna. Chi è Santanna? E’ l’unico personaggio di Questi Fantasmi che non si vede, non esiste, a cui lo spettatore può dare il nome, il volto, la temperatura che vuole (espediente di cui Eduardo si era già avvalso in Napoli Milionaria).

In Questi Fantasmi, Eduardo si affaccia al balcone e dice cose importanti, e le dice ad un professore, ma in verità le dice all’Italia del suo tempo, e le prepara per l’Italia avanti al suo tempo.

La cosa singolare di questo monologo è che per Eduardo era diventato un comportamento che adoperava in vario modo. Un anomalia comportamentale, da autore e da attore, per comunicare.

<< La grandezza di Eduardo sta nel non ergersi a giudice, nel non sentirsi migliore di noi, di loro. Non condanna né assolve, semplicemente rappresenta quel mondo senza sconti e senza stizza. Il suo sguardo non teme la compassione e rifiuta la rigidità del moralista>> – Giulio Baffi

Il primo documento è una registrazione dell’ultima volta in cui Eduardo, ormai stanco e invecchiato, nel 1983 recita la celebre scena del caffè al balcone, per un gruppo di giovani attori di Montalcino. Era molto attento all’universo giovanile, insegnava il teatro e la vita. Non aveva uno spirito di insegnamento pedagogico, anzi, Gianfelice lo ricorda anche molto spartano.

<< Ricordo che ero in scena e avevo recitato la battuta per la carrettella, la frase improvvisata che serve per uscire di scena e strappare l’applauso al pubblico, l’applauso non ci fu. Ero pensieroso. Non capivo quale fosse stato il mio errore>> – racconta Gianfelice Imparato <<Eduardo mi prese da parte per parlarmi, mi guardò negli occhi e mi disse – “Tu non hai sbagliato i tempi, non hai sbagliato niente, l’errore è che tu sapevi che ci doveva essere l’applauso, tu invece non lo dovevi sapere” – Una grande lezione di teatro. L’attore sa come deve finire la commedia, il personaggio non lo deve sapere. Lui insegnava così >>.

Negli ultimi anni della sua vita Eduardo era sempre a Napoli, ed era vicino ai giovani a rischio. Voleva sempre intervenire per i giovani del Filangieri. Una traccia storica del suo impegno per i giovani è documentata anche nel suo discorso da senatore a vita nel 1982, parla con fermezza del suo incontro con i giovani a rischio e del suo impegno per Nisida. L’impegno civile era costante. Le testimonianze forti si ricercano già nel secondo dopoguerra, quando Eduardo mette in scena prima Napoli Milionaria e poi Questi Fantasmi . Filomena Marturano, serve ad Eduardo per affermare una necessita, quella di una politica attenta ai giovani senza nome.

Il suo impegno civile era davvero ricorrente, infatti in un altro monologo su un “Balcone del 1948“, Eduardo invita gli italiani ad andare a votare. Un piccolo pezzo di teatro prodotto per i comitati civici per andare a votare. Dopo il successo della sua commedia Questi Fantasmi, riprende per la prima volta “il suo Balcone” per adoperarlo ad un uso completamente differente.

Negli anni tra il 1948 e 1950 recita il suo monologo al “Balcone” per promuovere il Piano Marshall. Un documento teatrale inedito, ritrovato e montato a video, mostra un Eduardo che riprende i temi morali che lo rendevano diffidente verso il Piano Marshall, anche se delle tracce di tale diffidenza si ripercorrono nel suo discorso da senatore a vita. In questa testimonianza inedita Eduardo si fa protagonista di un filmato prodotto per promuovere il Piano Marshall, con un fondo di ironia diffidente (una sua caratteristica quando qualcosa non lo convinceva). Non è mai stato reso pubblico, forse non era il caso di proporlo in quegli anni. Eduardo voleva far ascoltare la diffidenza del popolo italiano che riceveva degli aiuti, ma che temeva qualcos’altro. Riferimenti ad un Italia di un tempo, di una società che faticava a portare avanti il proprio bilancio. Un video davvero intenso. La grandezza di Eduardo come autore è stata espressa in mille modi, e lui con Pasquale Lojacono resta sempre in bilico, ma alla fine di Questi Fantasmi crede ai fantasmi .

Si è chiusa così la Prima Edizione di Lezioni di Storia Festival, il primo festival di storia italiano con appuntamenti, incontri, spettacoli e mostre ideato da Laterza Editore e sostenuto dalla Regione Campania, organizzato dall’Associazione “A voce alta” e dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, con la partnership di MANN, Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Accademia di Belle Arti di Napoli, Conservatorio di San Pietro a Majella e Liceo Antonio Genovesi. Più di 9000 presenze per una quattro giorni che ha messo al centro la Storia, con oltre 30 appuntamenti tutti sempre esauriti e una serie di attività collaterali, arricchite dalle meravigliose location. Già individuate le date per la II edizione che si terrà a Napoli dal 27 febbraio al 1 marzo 2020.


“Ancora una volta la storia ha operato la sua magia – dichiara Giuseppe Laterza ideatore del progetto – migliaia di persone di ogni età e di ogni gusto hanno affollato le sale del festival, dove la storia ha incontrato l’arte e la musica, la politica e la religione, il cinema e la letteratura, nei luoghi simbolo di una città ricca di una lunga storia, il passato è tornato prepotentemente presente”.

Romina Sodano

A proposito dell'autore

Romina Sodano

Esperta enogastronomica, docente, pubblicista, conduttrice, video reporter, sommelier e assaggiatrice ONAF. Titoli professionali conseguiti a Roma, Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria . Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Napoliprogress adv. PR Discepoli di Auguste Escoffier. CEO di Le stanze della cultura S.a.s di Romina Sodano & Co. "Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi." La mia passione? La natura che fa il suo corso. Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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