Nella seconda edizione delle “Lezioni di Storia Festival“, le storiche Eva Cantarella e Simona Colarizi hanno dialogato durante un incontro intitolato “Dalla famiglia al governo: il genere del potere“. Si è tenuto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, una delle sedi della rassegna, che è ideata e progettata da Editori Laterza con la Regione Campania ed organizzata dall’associazione “A voce alta” e dalla “Fondazione Teatro Bellini“. L’evento ha animato la routine napoletana con incontri tenutisi dal 27 febbraio al 1 marzo.

In tempi di quarantena indotta dal coronavirus, #laculturanonsiferma, come dimostra la decisione della Scabec di caricare sui propri canali YouTube e Facebook i video degli incontri. La scelta della lezione da pubblicare avviene ogni giorno attraverso una votazione pubblica su Telegram: https://t.me/scabec.

L’editore, Giuseppe Laterza, rivolge alle due studiose gli argomenti e loro offrono spunti di riflessione a tutti noi, per introdurci in un excursus che indaga il “potere sulle donne” ed il “potere delle donne“.

Matriarcato. Secondo la Cantarella non è mai esistito il “comando politico (arche’) delle donne (mater)” né la discendenza dal lato femminile, visto che non ci sono documenti che attestino le due cose. Eccezion fatta per due miti, quello delle Lemnie e quello delle Amazzoni, nei quali però le donne compiono orrendi delitti. Sembrano per lo più rielaborazioni dei dolori di persone totalmente sottomesse, che non studiano né ereditano, mentre in età romana ciò avviene e queste due cose portano all’emancipazione. Come succede anche nel mondo moderno e contemporaneo, in cui la Colarizi ci accompagna alla scoperta di nobildonne e borghesi, divenute regine e prime ministre. Elisabetta I, Elisabetta II, Margareth Tatcher: donne che vivono in epoche diverse in una delle società più classiste al mondo, e che sono propedeutiche alla comparsa sulla scena globale di Angela Merkel, che dall’Est giunge al comando di una Germania unificata, mentre negli Usa le donne si sono fermate sulla soglia del potere.

Seduzione. La Cantarella rievoca la storia di Zenobia, la regina di Palmira, che conquistò il potere senza esercitare la seduzione e lo perse provocando la distruzione della sua città per mano di Roma, intervenuta per evitare che si rendesse indipendente a livello economico. Colarizi, invece, chiama in causa le “favorite” dei monarchi e le “madri” come Caterina de’ Medici. Ricorda l’affare Profumo e le moderne olgettine, esempi negativi di fascino funzionale al raggiungimento del potere, per poi chiarire che quello esercitato dagli uomini resta comunque più forte di quello che le donne abbiano mai avuto.

Norme e consuetudini. La Cantarella spiega che il diritto recepisce qualcosa e crea presupposti per i cambiamenti. La Colarizi porta l’esempio della Carta costituzionale che stabilisce l’uguaglianza tra uomo e donna, ma è recepita solo in parte dalla classe politica, come dimostra il reato di adulterio che per anni ha violato quel principio condannando solo una delle due parti per lo stesso atto. La pressione delle donne ha portato alla crisi dell’uomo, che è sempre stato un dominatore. A quest’ultimo tocca fare la prossima rivoluzione in un’epoca segnata dalla crisi lavorativa e sentimentale, in cui la vendetta non è più relegata nella sfera del mero desiderio ma è diventata un valore.

Buona visione!