L’evoluzione della morfologia e del radicamento territoriale della criminalità organizzata è al centro dell’incontro intitolato “Camorristi, i nostri vicini“, tenuto da Gabriella Gribaudi, docente di Storia contemporanea all’università “Federico II“, nella seconda edizione delle “Lezioni di Storia Festival“.

Nella relazione tra la camorra e la popolazione si declina il rapporto tra “Noi e loro“, cui è dedicata la manifestazione culturale, svoltasi dal 27 febbraio al 1 marzo grazie all’organizzazione dall’associazione A voce alta e dalla Fondazione Teatro Bellini su un progetto di Editori Laterza e Regione Campania. Nei giorni della quarantena causata dal coronavirus, #laculturanonsiferma, come dimostra la decisione della Società campana di beni culturali, ente promotore del festival, di caricare sui propri canali YouTube e Facebook i video degli incontri, da qualche giorno disponibili anche su Spotify: bit.ly/storiafestival20. La scelta della lezione da pubblicare avviene ogni giorno con una votazione su Telegram: https://t.me/scabec.

I clan si reggono su una struttura familiare dal carattere flessibile e reticolare, eppure saldamente radicata sul territorio, da cui trae una fortissima identità. Il conflitto interno alla rete di relazioni parentali fa emergere il ruolo attivo delle donne. Attraverso le testimonianze di alcune abitanti del quartiere di Forcella, la storica narra gli anni del contrabbando, sostituito dalla droga, in un intreccio di ricchezza e regole d’onore che “nobilitano” la violenza. Queste dinamiche spiegano, per sommi capi, la storia criminale locale, fatta di una vicinanza che, in genere, non si trasforma in prossimità, perché i “perbene” scelgono di non relazionarsi ai “malamente“. Il degrado causato dalla deindustrializzazione e dall’abbandono delle istituzioni, a san Giovanni a Teduccio ha creato vuoti che sono stati presi dalla camorra, attraverso alleanze le cui relazioni a geometria variabile sfociano nella paranza dei bambini o nelle faide.

Attraverso la documentazione giudiziaria e le testimonianze degli abitanti emergono i tentativi di riscatto, che sembrano però confinati a storie individuali. La narrazione complessiva è lo sviluppo di una trama fatta di vicende familiari, dai cui rapporti di forza si può comprendere la storia degli ultimi decenni del Novecento napoletano.

Buon ascolto!