Dante fra Guelfi e Ghibellini” è al centro del secondo video, registrato in occasione delle “Lezioni di Storia Festival“, ideato e progettato da Editori Laterza con la Regione Campania ed organizzato dall’associazione “A voce alta” e dalla “Fondazione Teatro Bellini“.

A pubblicarlo sul canale YouTube e sulla pagina Facebook è la “Società Campana dei Beni Culturali spa“, che cura la promozione e la comunicazione dell’evento, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Se #laculturanonsiferma neppure nelle settimane di quarantena a cui siamo sottoposti per ridurre i contagi da Coronavirus e tutelarci, allora cogliamo l’occasione della pubblicazione del secondo video per cercare spunti di riflessione sull’oggi, partendo dall’incontro che lo scorso 28 febbraio il professor Alessandro Barbero ha tenuto al teatro Bellini con il pubblico del festival.

Poiché il filo conduttore delle lezioni è il rapporto tra “Noi e loro“, il professore invita a ragionare sulla spaccatura più violenta che il nostro Paese, da sempre diviso, abbia mai conosciuto: quella tra i guelfi, appartenenti al partito solidale con il Papato, e i ghibellini, sostenitori dell’Impero e contrari al potere temporale della Chiesa.

In un’Italia fatta di comuni retti da famiglie segnate dalla divisione, vive Dante, “l’uomo di partito e di corrente“, immerso in una “politica profondamente corrotta e feroce“, come era quella della Firenze del Trecento. Barbero ci introduce a lui, prendendo le mosse da Farinata degli Uberti, ghibellino morto in esilio da eretico, a cui il sommo poeta dall’esilio dedicherà il Canto X. La riflessione di Barbero parte da una domanda rivolta a Dante dal “gentile uomo“, colui che ha una “gens“, una “famiglia“, una “stirpe“: “Ma chi sei?“. Ovvero: “Di che famiglia sei? Sei uno di noi o di loro?“, cioè uno sconosciuto della “gens nuova“, che nella migliore delle ipotesi si è arricchita da poco. “Loro“, secondo Barbero, sono anche quelli della fazione contraria, l’opposizione politica, che, giunta al governo grazie al sostegno dei banchieri, spadroneggia finché gli affari non turbano la coesione; questo crea due fazioni interne ai guelfi, quella dei “bianchi” e quella dei “neri“. La guerra tra la Firenze guelfa e quella ghibellina, affiancata dalla fazione “bianca” della prima, porta Dante, guelfo bianco, dapprima all’esilio e poi a “far parte per sé stesso“. Smette di lottare con gli altri esuli e scrive ai guelfi neri, che hanno il comando, per chiedere la grazia di farlo rientrare a Firenze, perché infondo “il perdonare è bel vincer di guerra“. La risposta all’accorato appello di Dante emerge nel corso della “Lezione di storia” del professor Barbero.

Buona visione!

Link utile

https://t.me/scabec ogni giorno si ha tempo fino alle 18.00 per votare la videolezione che si vuol far caricare sul canale YouTube della Scabec, che la pubblicherà in serata