A due settimane dalla denuncia di stupro e a seguito della scarcerazione che il Riesame ha accolto, nei confronti di due dei ragazzi indagati, la 24enne violentata nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli) scrive una lettera per raccontare quella sera dello scorso 5 marzo.

“Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero. Erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, di totale perdizione dell’essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto, ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco. Mi sembrava di essere avvolta nella nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti”. Così, nello studio del suo legale Maurizio Capozzo, la 24enne descrive quanto ha subito. “Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza.”

La ragazza ha chiesto che venga resa pubblica la lettera, soprattutto dopo che il Tribunale del Riesame di Napoli ha scarcerato due dei tre carnefici. Il primo ad essere stato rilasciato è Alessandro Sbrescia, il più giovane del gruppo. Un giorno fa c’è stata la seconda scarcerazione, quella di A. C., diciannovenne difeso dall’avvocato Antonio De Santis.

“Il futuro diviene una sorta di clessidra – scrive ancora la ragazza, che annuncia che lascerà San Giorgio a Cremano. – Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerco una vita semplice. Mi piacerebbe essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

A seguito delle decisioni prese dal Tribunale, non si sono fatte attendere le reazioni della politica nazionale. Il vicepremier Luigi Di Maio si dice indignato e amareggiato per la decisione presa. “Due dei presunti stupratori della giovane violentata a inizio marzo in un ascensore della Circumvesuviana sono stati scarcerati e sono tornati in libertà. Proprio oggi c’è stata la seconda scarcerazione, disposta dal Tribunale del Riesame. Ora, non sta a me entrare nel merito della decisione presa, ma permettetemi di dire che è una vergogna che, a poche settimane dalla violenza, due di quei tre delinquenti siano già liberi di andarsene in giro a farsi i cavoli propri.” –  Scrive in un lungo post su facebook – “Non possiamo nemmeno immaginare come si sia sentita e come si senta ancora oggi la ragazza dopo quel terribile episodio. L’impatto psicologico deve essere stato devastante e chi dovrebbe pagare viene rimesso in libertà? Io una cosa del genere non posso accettarla. Non la accetto da essere umano. Ho sentito nei giorni scorsi la mamma della giovane ed è ovviamente distrutta anche lei. Come si può? È evidente che c’è qualcosa che non va in questo Paese. Chi compie uno stupro, per quanto mi riguarda, deve passare il resto dei suoi giorni in carcere! Ognuno ha diritto di difendersi, lo prevede il nostro ordinamento giuridico, ma chi è accusato di violenza sessuale contro una donna deve poterlo fare dal carcere! “