Il fascino misterioso della Cappella Sansevero e del suo committente, Raimondo di Sangro, maestro della Massoneria napoletana, ha alimentato l’incipit letterario del romanzo d’esordio di Emanuele Scherillo: L’enigma del Cristo Velato edito da Giazira scritture.

IL giallo parte proprio dal fulcro visivo e artistico della Cappella Sansevero: il Cristo Velato. Ai piedi della settecentesca scultura di Giuseppe Sammartino, di cui il grande Canova disse che avrebbe ceduto dieci anni della sua vita per esserne l’autore, viene rinvenuto il corpo privo di vita di Francesco Maria dei principi Di Sangro. Subito partono le indagini e a condurle sarà l‘ispettore Russo, del commissariato San Lorenzo, coadiuvato dal brigadiere Caputo a cui è legato da un profondo affetto.

I due amici si metteranno sulle tracce del colpevole e, insieme a loro, anche il lettore attraverserà le strade, i vicoli, i meandri di quella Napoli antica ricca di storia e monumenti e di cui lo scrittore offre un affresco dettagliato con uno stile fresco e immediato, che consente di coglierne i dettagli e di respirarne il folklore.

Insieme ai personaggi contemporanei, la storia è ambientata nel 2018, si intrecciano i personaggi della Napoli borbonica; attraverso l’uso sapiente del flashback, Scherillo presenta gli eredi dell’antico e glorioso lignaggio dei Di Sangro: Leonardo, Antonino e Cecilia, quest’ultimi due nomi rimandano alle altre due straordinarie sculture marmoree che fiancheggiano il Cristo Velato: la Pudicizia e il Disinganno, rispettivamente i due monumenti sepolcrali fatti realizzare da Raimondo di Sangro per onorare la memoria della mamma e del padre.

Non mancano nel romanzo colpi di scena, ritrovamenti causali, scritte criptate da riuscire a decifrare, ogni elemento è importante per svelare l’enigma e per mantenere alta,in un climax crescente, la suspense e l’attenzione del lettore.

Sequenze dialogiche e sequenze descrittive si alternano in modo efficace, stemperando la tensione investigativa e concedendo divagazioni nella resa visiva di una Napoli viva e, nello stesso tempo, ancorata al passato.

Un forte senso della giustizia e un acuto intuito muovono il protagonista ben caratterizzato nei suoi tratti fisiognomici e nella sfaccettata personalità; risolto l’enigma del Cristo Velato, sarà proprio la passione per il suo lavoro che condurrà l’ispettore Gennaro Russo a nuove indagine riguardo alle quali, però, ne parleremo con il prossimo libro a cui lo Scherillo, mosso anch’esso dalla passione per il suo lavoro di scrittore, ha già messo mano.