Da martedì 21 a sabato 25 si celebra l’Eid al-Adha  che ricorda il sacrificio di Ismaele, figlio di Abramo, che – secondo il Corano – doveva essere sacrificato dal padre e invece venne graziato da Allah, che diede la possibilità ad Abramo di uccidere al suo posto un agnello. Per questo nei Paesi islamici si usa sacrificare un animale per poi offrirne la carne ai bisognosi.

Così migliaia di fedeli si sono riuniti a piazza Garibaldi per la preghiera del sacrificio, che per la prima volta ha visto la partecipazione di tutte le comunità islamiche cittadine. La “Eid Al Adha” è stata celebrata da tutti gli Imam in un area parcheggio di piazza Garibaldi. L’Imam Amar Abdallah, tradotto in italiano dall’Imam Agostino Yassin Gentile, durante il sermone ha parlato  della natura pacifica della religione islamica ed ha ringraziato poi le istituzioni, amministrazione e cittadini di Napoli per il senso di accoglienza e le possibilità d’integrazione offerte.

La Festa del Sacrificio prevede che “i musulmani si riuniscono in preghiera nelle piazze, perché la “sunna” (la consuetudine del profeta) consiglia di tenerla all’aperto o nelle moschee. La preghiera inizia senza richiamo, quando il sole raggiunge l’altezza di una lancia all’orizzonte e finisce quando il sole raggiunge lo zenit. Durante la preghiera viene recitato per sette volte il “takbir” (Allah è grande) e si continua poi con la lettura di alcune sure del Corano. Quando la preghiera è terminata l’Imam recita il sermone.”