Dieci giorni fa, i partecipanti all’iniziativa Leggi per me, promossa dall’ Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, hanno potuto inforcare le cuffie e premere il tasto “REC” del proprio registratore vocale per l’ultima volta.

Questa, la prassi ben consolidata dei volontari che, fino al 25 giugno, hanno prestato la propria voce alla lettura dei brani letterari più amati, “incidendo”, per così dire, tutti quegli audiolibri che oggi possiamo ascoltare dal sito dell’associazione dedicata all’iniziativa.

A poco più di una settimana da quella data, si osservano risultati a dir poco straordinari.

L’archivio dei file pervenuti presenta un totale di 1052 audiolibri, che potrete ascoltare direttamente dal sito, dalla viva voce dei volontari.

Vi ho fatto venire voglia di partecipare all’iniziativa e vi state rammaricando perché i termini sono scaduti?

Nessun problema. Potrete sempre diventare donatori di voce del Centro Nazionale del Libro Parlato “Francesco Fratta”, scrivendo una e-mail all’indirizzo donatoridivoce@uiciechi.it .

Ma le sorprese non finiscono qui.

Ritorniamo alla pagina web contenente l’archivio degli audiolibri inviati.

Se ci “rovistate” dentro con attenzione, vi accorgerete che ben 23 delle letture inoltrate provengono da volti e voci note del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste, quella dello scrittore Gianrico Carofiglio, del giornalista Michele Cucuzza, della conduttrice Lorella Cuccarini, e dei doppiatori Stefano De Sando e Roberta Paladini, noti, rispettivamente, per aver prestato le proprie voci a Robert De Niro e a Demy Moore, prima ancora che agli autori dei brani letti per noi.

Ma ci troverete anche le letture di Marco, Stefania, Letizia, Vincenzo, Giovanni, Eleonora, Simone e Sara.

Chi sono?

Tutte persone che ancora non conoscete, ma da cui vi sembrerà difficilissimo separarvi, a letture concluse.

Ecco la parte più bella di questo gioco metaletterario di cui Leggi per me ha rappresentato il fischio di inizio. Una frontalità di specchi, pronti a diventare concentrici ed infiniti.
Storie raccontate da accenti, cadenze e stili totalmente diversi, portatori di significanti e di significati differenti, tanto da far fantasticare, oltre che sulle storie raccontate, anche su quelle di “chi” legge per noi.

“Sarà siciliano, questo lettore?”

“Che bella voce! Lo farà per professione?”

“Non si sente il minimo rumore di disturbo. Questo audiolibro sarà stato registrato di notte…”

Queste le domande e le supposizioni che, scommetteteci, vi frulleranno nella testa, e faranno quasi passare in secondo piano le storie raccontate, in un meccanismo alla Escher di scambi e sovrapposizioni di prospettive ardite e surreali.

“Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca”, dicevano gli arabi.

Ma cosa avrebbero detto, a proposito di un audiolibro?

Forse, che si tratta di un giardino innaffiato dalla voce, ed alimentato dall’ascolto.

E che puoi custodire in una pagina web.