Dopo la nomina di 10 assessori alla gentilezza in altrettanti comuni italiani, arriva l’insegnante per la gentilezza, questo il titolo attribuito a Silvia Selo, insegnante della scuola primaria nella sempre difficile ma rifiorente Scampia. Entrambi i ruoli sono stati assegnati dall’Associazione Cor et Amor. Oltre all’educazione sentimentale si sente il bisogno di educare alla gentilezza.

Che sia la gentilezza la chiave di volta per cambiare il mondo?

Al cor gentil rempaira sempre amore, scriveva Guinizzelli, poeta del dolce stil novo, “fate un atto gentile inaspettato” esortava Madonna l’anno scorso in un discorso commemorativo. Forse è ora di prendere sul serio la gentilezza: più concreta della bellezza, più fattiva dell’onestà, più costruttiva dell’efficienza, mai oltraggiosa come la sincerità.

La gentilezza, che per la sua novella insegnante è soprattutto “rispettare le ragazze, coltivare l’amicizia, essere curiosi e generosi” sembra essere il tassello mancante in un’epoca tanto profondamente segnata da una nuova barbarie che avanza. Sarà proprio la gentilezza a costituire la necessaria copertura immunitaria contro la cattiva educazione, il bullismo, il machismo e tutte le forme in cui l’odio si esprime. Ammettiamolo, essere gentili è molto difficile perché è un’attività pratica, non una dichiarazione di intenti che fa sentire buoni e soprattutto migliori di qualcun altro senza dovere, in fondo, fare nulla.

Essere gentili significa considerare l’altro, accorgersi della sua presenza, vedere eventualmente il suo stato di bisogno e, se possibile, porvi rimedio. Non occorre essere eroi, talvolta basta un sorriso o semplicemente uno sguardo, un atto qualsiasi di considerazione.

Fuori da una colpevole ingenuità, sappiamo bene che l’indifferenza è il cancro del millennio, essa ci rende complici e manipolabili. Il messaggio parte sempre dalle scuole e sembra indirizzato alla prevenzione dei comportamenti antisociali incarnato dalle baby gang. La questione, però, investe ogni fascia di età. Riscoprire la forza della gentilezza è anzi ancora di più necessario agli adulti che, evidentemente, non sono più in grado di trasmettere il valore alle nuove generazioni, tanto che esso deve essere acquisito all’interno del sistema scolastico.

Una maestra per la gentilezza, insomma, serve a tutti, piccoli e grandi. A auguriamo a Silvia Selo di fare un ottimo lavoro di diffusione dei semi di un nuovo umanesimo.