Leda e Zeus: uno dei miti più famosi, importanti e, rappresentati nel corso dei secoli, da Leonardo a Raffaello, a Michelangelo fino ad arrivare ai giorni nostri al fotografo Helmut Newton, che ha immortalato una bellissima modella nei panni di Leda con un cigno tra le gambe. È appunto questo il soggetto dell’eccezionale scoperta avvenuta a Pompei in questi giorni, nella stessa casa, ha precisato Massimo Osanna, nel cui ingresso, l’estate scorsa, era stata ritrovato un Priapo nell’atto di pesarsi il fallo. Il Priapo decorava le fauces della casa, ovvero l’entrata, mentre il ritratto di Leda, appena scoperto, si trova nella piccola camera da letto all’interno, appena oltrepassato il grande atrio. 

Una casa certamente opulenta, piena di meraviglie di grande impatto come questa splendida Leda sembra testimoniare. L’esplicito ritratto raffigura Leda, la bellissima regina di Sparta, mentre viene ingravidata da Zeus, il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno, sensualissimo, ricco di colori e sfumature che ne sottolineano l’altissima qualità esecutiva, che secondo il mito insieme con il marito Tindaro, re di Sparta, diventerà il padre dei suoi quattro figli, i gemelli Castore e Polluce, ma anche la bella Elena, nel cui nome si scatenerà la guerra di Troia, e Clitennestra, che diventerà la moglie del re Agamennone. Bellissima e sensuale, il corpo statuario solo parzialmente coperto da un drappo dorato, la regina Leda sembra incrociare languida lo sguardo di chi la avvicina, come un’antica Gioconda.

“La fattura è di altissima qualità”, sottolinea appassionato l’archeologo. Sorprendentemente la lava ha risparmiato in gran parte i magnifici colori del dipinto, lo sfondo rosso colore del vino, la gamma sapiente dei rosa che rende esplosiva la bellezza della modella, la gradazione di bianchi e cerulei del cigno, che la regina sembra voler proteggere allo sguardo di chi entra sollevando insieme al drappo d’oro una delle sue morbide braccia.

L’affresco, spiega Osanna, “è stato scoperto durante i lavori di riprofilatura dei fronti di scavo”, ed è uno dei progetti finanziati con fondi europei che si stanno portando avanti nella Regio V della cittadella romana. Sfortunatamente il proprietario dell’opulenta abitazione è ancora sconosciuto. L’ipotesi più probabile, spiega Osanna, è quella di “un ricco commerciante, forse anche un ex liberto ansioso di elevare il suo status sociale con il riferimento a miti della cultura più alta”. “È possibile che per proteggere i due splendidi affreschi, si valuterà con i tecnici e con la direzione generale archeologia, l’ipotesi di rimuoverli e di spostarli in un luogo dove potranno essere salvaguardati ed esposti al pubblico”. Ha spiegato Osanna.