Suggestiva, enigmatica, mai banale è la produzione cinematografica di Egidio Carbone; come ogni sperimentazione artistica, mette in discussione i parametri espressivi del passato per andare oltre, per esplorare nuovi mondi, nuove possibilità.

Trascendenzeè la trilogia del noto regista-drammaturgo campano che da qualche giorno è approdata in Russia dove farà tappa nelle sale cinematografiche di diverse città: Mosca, Novosibirsk, San Pietroburgo. L’occasione per far conoscere l’originale linguaggio visivo dell’artista è stata la 28/a edizione del New Italian Cinema Events.

Guado, Caligo e Il Mistero del Nylon sono i tre film che verranno proiettati in una terra il cui Spirito è pronto ad apprezzarli, il cui sostrato storico-sociale fece nascere grandi personalità artistiche: da Gogol a Dostoevskij, da Kandinskij a Chagall, uomini che trasferirono, su pagine e tele, il proprio mondo interiore scandagliando la profondità della psiche e dei sentimenti umani, dando vita a controversi personaggi letterari e ad astratte colorate raffigurazioni espressionistiche.

Anche la produzione cinematografica di Carbone sposta l’asse visivo e vitale del lettore, promuovendo l’investigazione emotiva, essa è una lava impetuosa impossibile da definire, da stringere nei lacci di canoni estetici e stilemi.

Nelle Trascendenze l’autore sperimenta la sua teoria sull’attore costitutivo, di colui che è in fieri, in continuo divenire, immerso nel flusso della vita e della propria storia, una sorta di monade hegeliana nella dialettica dell’esistenza.

In occasione della trasferta in Russia, Caligo, il secondo lavoro della trilogia, sarà presentato in una versione inedita e rimontata dall’autore. Ampliato rispetto l’anteprima napoletana proiettata qualche anno fa al cinema Metropolitan, il film è frutto di un’ulteriore maturazione, con un montaggio scandito in tre tempi e con nuovi inaspettati bagliori.

Con Guado, nelle Terre fredde dell’Est, entrerà in scena una Napoli viva e grottesca, materica ed evanescente, zummata all’ombra del Vesuvio e dipanata alla luce del lungomare, dove vita e morte si susseguono in un tempo scandito da ritmi veloci e lenti, aspetti contraddittori di una stessa realtà.

Sicuramente non saranno necessari i sottotitoli in caratteri cirillici per il terzo e ultimo lavoro della triologia: Il Mistero del Nylon è un film muto dove la magistrale bravura pantomimica di Salvatore Cirillo, unico interprete in scena, comunica senza parola, con gesti e sguardi eloquenti.

Salvatore Cirillo non è il solo dei tanti attori e artisti di cui si è avvalso Carbone nelle sue produzioni: James Senese, Enzo Gragnaniello, Ernesto Mahieux, Francesco Paolantoni, Salvatore Cantalupo, Eugenio Bennato, Adele Rita Perna, Antonio Casagrande sono solo alcuni dei tanti nomi.

Per approfondire e saper leggere le suggestive visioni ottenute dalla sua macchina da presa, il regista terrà sempre a Mosca, dal prossimo ottobre, una serie di masterclass, seminari organizzati già in passato alla facoltà napoletana di ingegneria i cui studi, da lui perseguiti, sono stati illuminanti per le sue originali elaborazioni teoriche.