Quando si trasferiscono dei beni, mobili (soldi e investimenti) o immobili (case) si devono pagare delle tasse.

Se i beni vengono trasferiti in vita, l’operazione prende il nome di DONAZIONE, se il trasferimento avviene dopo la morte del proprietario di parla di SUCCESSIONE.

In Italia le imposte di successione e donazione si pagano nelle seguente misura sia sui valori mobiliari (soldi e investimenti) sia sugli immobili (case e locali commerciali):

– 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro;

– 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100.000 euro;

– 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia;

-8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.

Inoltre per la successione e donazione degli immobili si pagano l’imposta ipotecaria del 2% e catastale del 1% sul valore catastale dell’immobile.

Il notaio che si occupa della redazione dell’atto di donazione provvede anche al versamento delle imposte eventualmente dovute, cui vanno in ogni caso sommati 200 euro d’imposta di registro necessari alla registrazioni dell’atto di donazione.

In caso di successione e donazione, l’Italia è un paradiso fiscale, ma ci adegueremo al mercato prima o poi, quindi è bene pensarci per tempo laddove necessario.

Di seguito un confronto con le principali realtà europee e mondiali.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

Per consultare gli altri articoli del corso di educazione finanziaria clicca qui