Per i Pezzulli di Luciana Pennino: La regola del desiderio

Stamattina sott’acqua ho incontrato una stella marina… una folgorazione!

Arancione carico con macchie viola e cinque braccia avvinghiate allo scoglio. Sono rimasta incantata, ripetendo nel boccaglio “sei bellissima! sei bellissima!”.

Per rispetto non mi sono avvicinata ma sono stata a rimirarla a lungo. A meglio osservarla, però, non mi è apparsa del tutto sconosciuta, come se da qualche parte l’avessi già incrociata.

«Ma certo! Una stella così non la si può dimenticare tanto facilmente…»

Mentre continuavo a fare movimenti lenti di braccia e di gambe per mantenermi nello stesso punto e per non infastidirla, mi è tornata alla mente la scena esatta del nostro primo incontro, che già fu un coup de foudre.

Il terrazzino della mia casa mi regala una vista privilegiata, direttamente sul piccolo porto. Acqua calma, barchette in legno, qualcuna in vetroresina e qualche gommone: roba adatta a un porticciolo, nessun natante grande e di lusso. Il faro da un lato, alla punta della scogliera artificiale, e tante lucette sul pendio digradante che fanno brillare l’isola nelle ore di cielo scuro.

Due sere fa ero seduta lì, come ogni giorno all’ora in cui la mia anima si strugge per la malia dei colori del sole che mi saluta, con la rassicurante promessa che l’indomani tornerà. Ecco, l’altro giorno, come se fossi stata richiamata da un suono o da qualcuno che pronunciasse il mio nome o da una melodia, non so, giro lo sguardo e vedo un razzo luminescente fendere il cielo… copre un brevissimo tratto ma con una scia densa e scintillante! Cos’altro fare se non esprimere il desiderio che tenevo pronto sulla punta del mio cuore? È così che si fa con le stelle cadenti, no?

Ora, a pelo d’acqua, i miei occhi non sanno più come dividersi: branchi di pesciolini che danzano il nuoto sincronizzato, altri solitari e sguscianti, di ogni colore ma i più eleganti in argento con un bollo nero subito prima della coda, e poi ricci à gogo e meduse e anemoni…

In mezzo a tanta festa mi trovo proprio di fronte a lei: perché le stelle cadenti raggiungono il mare e diventano stelle marine, non lo sapevate? E se non si esprime lo stesso desiderio, si viene squalificati, nemmeno lo sapevate? Per fortuna io sì: questa regola la conoscevo e l’ho ricordata! Eh sì, perché so bene che le stelle non accordano con facilità… ci mettono alla prova, testano la nostra caparbietà nel desiderare la medesima cosa finché non la otteniamo.

E secondo me, stavolta che ho rispettato la regola del desiderio, mi ritroverò molto presto tra le mani una bella novità fatta realtà!

Luciana Pennino

“A grandi sorsate mi ubriacavo di stelle.” (Guillaume Apollinaire)