Dai grandi maestri della tradizione napoletana ai pizzaioli di nuova generazione, la Guida del Gambero Rosso alle pizzerie d’Italia, ha selezionato le migliori pizzerie partendo da farine, impasti e lievitazioni.

Gli ispettori della Guida nel selezionare a valutare le pizzerie, si sono attenuti ai suddetti criteri, tenendo conto delle tradizioni e delle principali differenze regionali.

Gambero Rosso

La guida, realizzata quest’anno in collaborazione con il Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC e molino Magri, è stata presentata a Napoli a Palazzo Caracciolo, in presenza di giornalisti, pizzaioli provenienti da tutta Italia, blogger e appassionati del settore, sotto gli occhi vigili di Laura Mantovano, curatore della stessa,  e del direttore del Gambero Rosso Luigi Salerno.

La guida, registra 9 ingressi fra i “Tre Spicchi”, in particolare quest’anno è stata premiata per la prima volta una pizzaiuola, Marzia Buzzanca di “Percorsi di Gusto” de L’Aquila.

pizza fichi

Cresce il numero delle pizzerie di qualità e dei giovani decisi ad investire nel mestiere, quest’anno due ragazzi si sono aggiudicati il premio speciale Pizzauiolo Emergente: Alberto Pagliani di Trento e Francesco Vitiello di Tuoro (CE).

Grande fermento anche per realizzare linee parallele per chi ha problemi di intolleranza. Il premio riservato alla migliore pizzeria “Gluten Free” è stato assegnato alla pizzeria “La Ventola” di Rosignano Marittimo (LI).

Il “Premio Maestri dell’Impasto” è stato assegnato a Massimiliano Prete della “Pizzeria Gusto Divino” di Saluzzo (CN) e ad Antonio La Marca della “Pizzeria Era Ora” di Palma Campania.

Il “Premio per la miglior Pizza” dell’anno è stato assegnato in Campania a “Oliva – da Concettina ai Tre Santi di Napoli”.

La Regione con il maggior numero di Tre Spicchi è la Campania (12), dove è in forte espansione la provincia di Caserta; al secondo posto segue la Toscana (8); al terzo posto il Lazio (6) che è invece leader per la pizza in teglia con ben 3 Tre Rotelle.

Gambero Rosso Palazzo Caracciolo

C’e’ grande fermento nel mondo della pizza, ci siamo chiesti ed abbiamo chiesto al Maestro Gino Sorbillo (vedi intervista in basso) dell’omonima pizzeria,  “se il prodotto Pizza non si stesse inflazionando”. In fondo la pizza resta il piatto unico d’eccellenza campano, vedere però che cuochi e pizzaioli sempre più a stretto contatto si adoperano per la crescita e l’espansione del prodotto, ci rende orgogliosi ma al tempo stesso timorosi per le molteplici evoluzioni.

A tutela della pizza verace napoletana resta il disciplinare della pizza STG, mentre è proprio l’arte del pizzaiuolo a concorrere a diventare patrimonio culturale immateriale dell’ Unesco.

Ad majora allora a tutti coloro che intendono realizzare la pizza e che ci  rendono orgogliosi di aver concesso al mondo l’arte del saper creare un prodotto unico al mondo.

Romina Sodano

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