“Torna a Surriento”

La canzone “Torna a Surriento”, che qui presentiamo nella versione di Luciano Pavarotti, al contrario di quello che molti pensano, non è una “canzone d’amore“, ma una “canzone occasionale“, scritta nel 1902, per il Primo Ministro Giuseppe Zanardelli, in visita a Sorrento.
A quanto riferisce Roberto Tartaglione sul sito Matdid Scuola d’Italiano, il proprietario del Grand Hotel di Sorrento, Guglielmo Tramontano, nella speranza di convincere il Primo Ministro a far aprire in paese un ufficio postale, chiese ai fratelli GianBattista ed Ernesto De Curtis di comporre rapidamente una canzone da dedicare all’illustre ospite, perché si ricordasse di Sorrento e delle promesse fatte.
A quel tempo, come scrive Giovanni Martinelli sul sito Italiameries (in cui sono riportate sia la versione scritta in poche ore per Zanardelli, sia quella attuale modificata in seguito), “la situazione a Sorrento era catastrofica. Strade sconnesse, case diroccate, servizi inesistenti”.
La canzone composta dai fratelli De Curtis aveva pertanto lo scopo di “esortare il Presidente Zanardelli a ritornare a ricostruzione avvenuta e godersi le bellezze di Sorrento“, come riporta il Corriere del Mezzogiorno del 6 luglio 1902.
Il brano fu presentato al pubblico nel 1902, probabilmente interpretato dai cantanti Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello. L’esecuzione avvenne nell’Hotel (dove alloggiava il Primo Ministro), di proprietà di Guglielmo Tramontano, allora anche sindaco di Sorrento.
Secondo Wikipedia, insieme alla presentazione della canzone sarebbe stato annunciato che “Il brano era stato composto, su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento, tra le quali, la più importante era la rete fognaria all’epoca inesistente“.
In realtà, secondo una più recente ricerca, pare che una copia della canzone fosse già stata depositata dai fratelli De Curtis nel 1894, quindi otto anni prima della presentazione al pubblico; pertanto il pezzo sarebbe solo stato riadattato per quella circostanza.
Dopo due anni dalla sua prima esecuzione pubblica, la canzone Torna a Surriento, riveduta e corretta, fu presentata alla festa di Piedigrotta, dove ottenne un grande successo e Sorrento ottenne il suo Ufficio Postale.
Pubblicata con diritti d’autore nel 1905 e registrata per la prima volta dal tenore Mario Massa, la canzone conquistò fama internazionale nelle varie esecuzioni dei più grandi cantanti, tra cui Tito Schipa, Beniamino Gigli, Mario Lanza, Franco Corelli,
Giuseppe Di Stefano , Luciano Pavarotti, Josè Carreras, Placido Domingo, Andrea Bocelli, fino a Dean Martin , Elvis Presley e Giuni Russo.
Claude Aveling scrisse il testo in inglese, intitolato “Come back to Sorrento”, che Dic Ponus e Mark Shuman riadattarono per la versione di Elvis Presley “Surrender“, che ottenne la prima posizione nelle classifiche americane e inglesi e ottimi piazzamenti in Italia, Norvegia, Olanda, Germania.
Di recente, è stata usata “come campionatura nella canzone Sexy People di Arianna (voce delle più famose sigle Disney) e Pitbull”.

Come afferma Alessandra Mazzucco nell’articolo “Sogni sul Pentagramma
(pubblicato sul Sito Poeti e Sognatori ), Torna a Surriento “fa ormai parte del nostro patrimonio culturale” e , da più di un secolo, continua a emozionare “i turisti che visitano l’Italia e gli italiani che l’ascoltano all’estero”.
La Mazzucco sostiene poi che la “vera storia” della canzone non è proprio quella riferita dalla tradizione popolare, che attribuisce la nascita del brano a “…un ufficio postale “.
Ad una più accurata ricostruzione dei fatti, risulterebbe che “il 15 settembre 1902, il Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Zanardelli, giunse a Sorrento per una breve visita e fu accolto da una popolazione entusiasta…tra luminarie e lanci di fiori “.
Secondo le cronache dell’epoca “per ingraziarsi il ministro affinché fossero risolti alcuni problemi che tormentavano la città ” ( tra cui la necessità di un Ufficio Postale ), il sindaco
avrebbe convocato i compositori Giambattista ed Ernesto De Curtis , i quali, in poche ore composero “Torna a Surriento”.
Zanardelli, entusiasta del brano , che fu eseguito da Maria Cappiello, una studentessa del Conservatorio di Napoli, chiese la replica e “commosso, promise… l’Ufficio Postale “.
In realtà , i versi della canzone, “dedicati a una ragazza “, erano stati composti nel 1894 e uno spartito era stato edito, con il copyright, nello stesso anno, per le Edizioni Bideri.
Il brano ascoltato nel 1902 dal Primo Ministro fu “semplicemente adattato sul testo originale: dalle dieci quartine dell’esecuzione del 1902, la canzone ufficiale è ridotta a sei.”
Soltanto però nel 1904 la canzone, “presentata al pubblico dalla Casa Musicale Bideri”, ebbe la sua consacrazione ufficiale e “intraprese il suo giro del mondo”.
Torna a Surriento per il suo senso di “struggimento del distacco non solo da un cuore ma da un luogo, dal mare, dalla natura, unito ad una melodia fluida e spontanea”, esprime quella “sofferenza” dovuta alla “separazione”, che diventa così “nostalgia universale” e questo è il
“segreto del suo successo”.

Fernanda Zuppini