Le più belle canzoni napoletane, scelte e commentate da un’amica piemontese: “Malafemmena”

Malafemmena

Anche se cronologicamente posteriore ai brani fin’ora presentati, inserisco ora questa bella e appassionata canzone di Antonio De Curtis, in arte Totò, perché si collega al tema dell’amore che turmienta l’anema, espressione della più sentita tradizione poetica napoletana.
Scritta e musicata nel 1951 ed edita dalla casa editrice La Canzonetta”, fu presentata al Concorso di Piedigrotta nella interpretazione di Mario Abbate.
Portata poi al successo da Giacomo Rondinella, fu inserita nel film del 1956 di Camillo Mastrocinque “Totò, Peppino e la Malafemmena”, cantata da Teddy Reno in una versione più moderna , diventata un altro grande successo.

Giacomo Rondinella malafemmena
Si tratta di una canzone drammatica, che ha come argomento l’amore sofferto per una “Malafemmena “, che assume in questo caso il significato di donna malvagia, indifferente alle pene che procura all’uomo che la ama.
È una donna affascinante ma fredda e insensibile:
impossibile non amarla, ma impossibile anche non odiarla.
L’autore esprime in questo brano il concetto dell’Odi et amo del poeta latino Catullo che, nei suoi Carmi dedicati a Lesbia (la Clodia, moglie del tribuno romano Clodio) dice che l’amore l’ha spinto ad amare sempre di più , ma a voler meno bene (cogit amare magis, sed bene velle minus).
Il motivo dell’ amore-odio è trattato nella canzone di Totò, con una sensibilità poetica straordinaria, che la colloca tra i più brani più belli della tradizione napoletana classica.
Nei versi te voglio bene e t’odio, non te pozzo scurda’ è racchiusa tutta la sofferenza di un amore impossibile, che pare non voler finire nonostante la fine del matrimonio.

Solo dalle dichiarazioni della figlia Liliana, si è venuto a sapere che Malafemmena era stata dedicata alla moglie Diana e non all’attrice Silvana Pampanini, come si era creduto per decenni.

totò malafemmena
Dopo la separazione ufficiale, Toto’ e la moglie si erano scambiati la promessa di continuare a vivere sotto lo stesso tetto, condividendo anche la stanza da letto, fino al raggiungimento dei 18 anni della figlia, ma Diana, mal sopportando i continui tradimenti di lui, che si trovava in una situazione di vantaggio, venne meno all’impegno e lo lasciò per sposare un avvocato.
Di questo travagliato rapporto di coppia, ci rimane questa splendida canzone, diventata una delle più amate, non solo dal pubblico napoletano, ma da tutti coloro che hanno considerato Totò uno dei più grandi artisti di tutti i tempi!

Fernanda Zuppini

Ascolta la storica versione di Malafemmena interpretata da Giacomo Rondinella, clicca qui sotto: