Le più belle canzoni napoletane, scelte e commentate da un’amica piemontese…

LUNA ROSSA

Presentata per la prima volta al Teatro Augusteo di Napoli per la
Festa di PIEDIGROTTA del 1950, LUNA ROSSA , cantata da Giorgio Consolini con l’orchestra di Nello Segurini , diventò in breve tempo assai popolare, e fu uno dei successi del dopoguerra, non solo a Napoli e in Italia, ma anche all’estero, tanto che fu tradotta in 47 tra lingue e dialetti.
Negli Stati Uniti fu incisa anche da Frank Sinatra con il titolo “Blushing Moon” e fu eseguita e incisa in numerose varianti dai cantanti di tutto il mondo, tra cui Josephine Baker e Vic Damone.
Tra gli interpreti italiani più noti , ricordiamo Sergio Bruni , Luciano Tajoli, Roberto Murolo , Claudio Villa, che ne fece il suo cavallo di battaglia radiofonico , e poi ancora Massimo Ranieri , Enzo Gragnaniello, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana.

La canzone, composta da Vian e De Crescenzo, narra della triste passeggiata di un uomo abbandonato e deluso che vaga per strada alle tre di notte , nella vana speranza che la. donna amata si affacci al balcone e si rivolge alla luna, come in cerca di solidarietà, ma la Luna gli risponde “Ccà nun ce sta nisciuna…”.
Il tema della “Luna” era molto diffuso nella canzone napoletana di quegli anni, basti ricordare “Luna Caprese”, “‘Nu quarto ‘e Luna”, “‘Na voce, ‘na chitarra e un poco ‘e Luna”.
Il successo di questa canzone andò affermandosi sempre più, tanto da essere ormai considerata un “classico” della canzone napoletana.
Famose sono state, tra le Cover d’epoca, quelle di Tullio Pane, Nilla Pizzi, Peter Van Vood e le più recenti di Massimo Ranieri , Gabriella Ferri e dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, quest’ultima considerata dalla critica “troppo lunga e appesantita da melismi orientaleggianti”.
Nel Sito “HPItalia”, in una analisi della canzone napoletana del dopoguerra, si osserva che gli anni Cinquanta vedono affermarsi, anche nella canzone partenopea, molte composizioni ispirate ai nuovi ritmi ballabili che “furoreggiano nei locali che, a Napoli come altrove , tornano in attività negli anni della ricostruzione postbellica, a soddisfare la voglia di disimpegno e di divertimento alla buona”.
Questi ritmi, anche se estranei a uno stile “fatto di gorgheggi e melodrammi “,si inseriscono nel filone tradizionale della canzone napoletana .
Anche la figura del “cantante melodico di grazia dalla voce impostata” viene superata da un tipo di interprete “più confidenziale “, come Roberto Murolo , Fausto Cigliano, Ugo Calise , fino all’esplosione di popolarità di Domenico Modugno e Peppino di Capri nei primi anni Sessanta .
LUNA ROSSA fu uno dei primi esempi di canzone-beguine nata a Napoli e fu “aspramente criticata dai tradizionalisti” che ritenevano la “beguine” totalmente estranea alla musicalità napoletana .
Tuttavia questo brano venne subito inserito nel repertorio delle orchestre da ballo e numerosi furono gli artisti che la interpretarono.
Renzo Arbore, con la sua Orchestra “Luna Rossa” , nel 2006 ,
contribuì a portare in giro per il mondo la musica napoletana classica , “facendola amare da tutti, grazie agli arrangiamenti che
spaziano da generi come il latino-americano, fino al blues e al
Rock ‘n Roll”. Questa operazione di diffusione della musica napoletana non sempre però fu apprezzata
dalla critica che la ritenne un po’ troppo carica di variazioni melodiche che spesso snaturano l’originale.
Il testo di Luna Rossa fu anche adattato a una canzone politica che rievocava la strage di Piazza Fontana , pubblicata nel 1971 e tradotta in inglese e in esperanto ( vedi il blog “Canzoni contro la
guerra” ) , in cui la “luna rossa” viene usata come “metafora della
violenza”.
Bisogna poi ricordare che il titolo di questa canzone ha ispirato il nome della “leggendaria imbarcazione del Team Prada “, LUNA ROSSA CHALLENGE, che ha tenuto alta la nostra bandiera
nell’ ” AMERICA’S CUP”.
L’autore del Blog da cui abbiamo tratto alcune notizie , ricorda un Albergo di Napoli dallo stesso nome, gestito dalla figlia di Vian, l’autore della musica , in cui le Stanze, anziché essere numerate, portano ciascuna il nome di una celebre canzone napoletana.

Vi proponiamo la versione di MASSIMO RANIERI, che diede di
LUNA ROSSA una interpretazione molto originale e di grande effetto.

Fernanda Zuppini