Le più belle canzoni napoletane, scelte e commentate da un’amica piemontese…

DICITENCELLO VUJE

Sullo stesso filone romantico di TE VOGLIO BENE ASSAJE, vi proponiamo un’altra canzone d’amore napoletana , DICITENCELLO VUJE, composta nel 1930 da Rodolfo Falvo, autore della musica di GUAPPARIA e dal paroliere Enzo Fusco,
È un’accorata dichiarazione d’amore di un uomo che si rivolge alla donna desiderata in forma indiretta , chiedendo a un”amica , la “cumpagna vosta”, di riferirle , “dicitencello vuje”, che per lei ha “perduto ‘o suonno e ‘a fantasia” e che “na passione cchiù forte ‘ na catena” gli “turmienta ll’anema” e non lo lascia più vivere, “nun mme fa campà” .
Ma negli ultimi versi il protagonista svela che la donna amata è proprio lei:
“Levammoce ‘sta maschera,/ dicimmo ‘a verità ” le dice , quando vede cadere dal suo volto
“Na lacrema lucente”; poi si lascia andare ad una dichiarazione appassionata, chiamandola
“Suonno gentile, /suspiro mio carnale”, ammettendo di aver bisogno di lei come dell’aria per respirare e conclude con le parole ricolme d’amore “Te cerco comm’a l’aria / Te voglio pe’ campà “.

La canzone fu interpretata, nel corso degli anni , da moltissimi cantanti, che ne diedero le loro personali versioni .
Roberto Murolo la inserì nel suo repertorio , registrandola anche in duetto con Amalia Rodrigues,
la cantante portoghese famosa interprete del Fado .
Fu anche tradotta in inglese ed eseguita da celebri cantanti americani tra i quali Vic Damone, Eddie Fisher, Frankie Avalon, Dean Martin, Connie Francis.
Tra le altre versioni di successo ricordiamo quelle di Claudio Villa, Fausto Cigliano, Renzo Arbore
e l’Orchestra Italiana, Rita Forte, Ivana Spagna, Ricchi e Poveri, Sal Da Vinci .
Negli anni settanta la canzone ebbe una “nuova ondata di popolarità in Italia “. grazie alla Cover registrata nel 1974 da Alan Sorrenti , che la reinterpretò in falsetto , inserendola poi nel suo terzo album.
Indimenticabili sono poi le interpretazioni dei cantanti lirici Di Stefano, Del Monaco e dei tre tenori Carreras, Domingo e Pavarotti.
In Russia, dove la canzone napoletana classica è apprezzata e studiata nei Conservatori fino dai primi del Novecento , diventò il cavallo di battaglia di famosi tenori.
LUCIO DALLA, nella straordinaria canzone dedicata a CARUSO, utilizza nel ritornello le stesse parole e la stessa musica del ritornello di Dicitencello Vuje : “Ti voglio bene assai… È una catena
ormai…”
In uno dei suoi primi successi, Fotoromanza del 1984 , Gianna Nannini cita uno dei versi più caratteristici della canzone napoletana , traducendolo in italiano: “Ho perduto il sonno e la fantasia”.

Vi propongo questo bellissimo brano nella versione, a mio parere più autenticamente
napoletana, di Roberto Murolo

Fernanda Zuppini