Voce ‘e notte: le più belle canzoni napoletane, scelte e commentate da un’amica piemontese

Questa canzone, che fa venire i brividi per la sua intensità e la forte carica emotiva, ha fatto sognare alcune generazioni di innamorati, diventando il leit-motiv di molte serate estive in riva al mare e la testimone di tanti bei momenti vissuti quando eravamo ancora giovani e senza pensieri.
La propongo nella mia versione preferita, forse meno tradizionale, ma capace di suscitare grandi emozioni, cantata da Peppino Di Capri nel 1959.
Il testo poetico, molto più antico, è stato composto ai primi del ‘900 dal giovane poeta Eduardo Nicolardi, musicato poi da Ernesto De Curtis e pubblicato come canzone nel 1904.
Il brano, autobiografico, racconta di un uomo che canta il suo amore a una donna, sposata per volere della famiglia a un altro uomo, che le dorme accanto “mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino“, proprio mentre “sta voce che canta… dint’ ‘o core” le esprime tutto il suo tormento e la sua passione “tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto l’ammmo’ ‘e nu turmiento antico“.
È inutile che lei si affacci, per vedere di chi è “sta voce“, perché è sempre “a stessa voce” e lei “nun può sbaglia’ ”
Nella realtà però il poeta, per la morte del marito ormai anziano, riesce a sposare la donna desiderata.
Ma questo non ha molta importanza perché, come si legge nel blog
Brigantino – il Portale del Sud” quella che ci resta è “una delle più belle canzoni dii tutti i tempi”.

Fernanda Zuppini