Pepe in Grani e I Masanielli sono le migliori pizzerie del mondo. Nulla di strano, se non il fatto che non si trovano a Napoli, patria della margherita DOC, ma rispettivamente a Caiazzo e a Caserta. Per il terzo anno consecutivo Pepe in Grani di Franco Pepe si conferma la miglior pizzeria d’Italia e del mondo. Quest’anno però il podio lo divide con un locale di Caserta, I Masanielli di Francesco Martucci. Il casertano ruba quindi ancora una volta il primato di miglior pizza a Napoli secondo la Top Pizza 50, la prima e più importante guida on-line di settore che ieri, nel corso della sua terza edizione, ha premiato a Napoli, in una serata al teatro Mercadante, le migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo. Il terzo posto è andato invece a 50 Kalò di Ciro Salvo a Napoli.
“Porsi sempre dei nuovi obiettivi e soprattutto cercare di raggiungerli per dare sempre di più al cliente – ha spiegato Franco Pepe – sotto forma dell’offerta della location, ricerca della materia prima e quindi sul prodotto. Lavoriamo anche sull’evoluzione del menu, quest’anno abbiamo puntato sul menu funzionale ad esempio, creando con una nutrizionista un menu dove siamo andati ad equilibrare bene proteine, carboidrati e lipidi con l’acquisizione anche delle fibre, abbiamo inoltre creato un dressing per consumare il cornicione. Spostiamo quindi l’asticella dal buono al sano”.
Durante la cerimonia, presentata dal giornalista Paolo Notari e da Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione Made in Sud, sono stati assegnati anche premi speciali come, miglior pizza vegana andato a Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu a Roma per la sua crucifere, crema di senape e nocciole, a Sara Palmieri di 10 Diego a Vitagliano (Napoli) è andato il Premio D’Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, mentre il premio S. Pellegrino Innovazione e Sostenibilità è stato assegnato a Denis Lovatel proprietario di Ezio a Alano di Piave, (Belluno). Un riconoscimento anche al patron di Eataly Oscar Farinetti al quale è andato il premio pastificio Di Martino per la valorizzazione del Made in Italy 2019 mentre come miglior pizzaiolo dell’anno è stato premiato Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma).
“Abbiamo fatto guida per due motivi – ha spiegato Albert Sapere, curatore con Luciano Pignataro e Barbara Guerra di 50 Top Pizza – sia per fornire uno strumento ai consumatori dove mangiare una buona pizza ovunque si trovino sia per creare una rete tra la comunità dei pizzaioli italiani e la comunità dei pizzaioli internazionali. Ragioniamo sia sui pizzaioli che sulla qualità, la materia prima in quello che è il paese della pizza perché non dimentichiamoci che l’Italia è il paese della pizza” Attenzione anche a ciò che accade al di là dei confini italiani con due spin off, Europa e Nord America, sul podio più alto per l’Europa 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London mentre per 50 Top North America, Razza Pizza Artigianale di Dan Richer a Jersey City in New Jersey.

A proposito dell'autore

Crema e Amarena

Amo viaggiare sono appassionata di arte, musica, scrittura, libri e ovviamente di fornelli! Mi chiamo Barbara vivo in Oltrepo Pavese, terra dalla forte vocazione enogastronomica e dalla forma a grappolo d'uva, dove la buona cucina e il piacere del vino allietano i palati. Da bimba la mia stanza dei giochi era la cucina di nonna Franca, che mi ha trasmesso la passione per pentole e ricette. E’ da lì che tutto ebbe inizio. Così da sempre cucino per hobby e con passione e comunico per professione, sono giornalista freelance e amo scrivere e raccontare le ricette che realizzo. Dalla passione per i fornelli è nato Crema&Amarena, la mia cucina ‘’social’’ dove creo e condivido le emozioni di un buon piatto con il pubblico del web. Crema&Amarena lo trovi su Facebook e Instagram e sul canale Youtube dedicato. Se vorrai inviarmi la tua ricetta, la prima domenica di ogni mese ne pubblicherò una scelta tra quelle ricevute, realizzerò un video che vedrai pubblicato sul sito di Napoliflash24 con il nome della lettrice. L’indirizzo a cui mandarla è il seguente: crema.amarena75@gmail.com. Sei pronta? Let’s cook together!

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