per i Pezzulli di Luciana Pennino: Crescere o non crescere

“Poi passa mamma e paga.”

L’allitterazione della p e della m crea un ritmo musicale e mi riempie la bocca. È una frase che mi diverte un mucchio, ora, a ricordarla e a ripeterla, ma quando ero piccola, per nulla.

Da bambina la dovevo usare come frase-lasciapassare quando ero spedita ad acquistar merce senza farmi sborsare soldi… Non ti dimenticare di dire “Poi passa mamma e paga”.

Questo succedeva, ovviamente, quando mi recavo dai fornitori abituali, quelli che innanzitutto sapevano chi fosse mamma, altrimenti la frase non funzionava, e che inoltre avevano certezza che, poi, mia madre passasse davvero a pagare. All’epoca, pur comprendendo la poderosa valenza di quest’abitudine instaurata dalle mamme per risparmiarsi qualche uscita e, al contempo, per non rischiare danaro affidandolo al pargolo di turno, la frase mi indisponeva: minava quel già forte e ben marcato senso di indipendenza che mi muoveva. Perché mai non potevano essermi affidati i soldi? Perché mai non ero considerata all’altezza del degno compimento dell’acquisto fino all’esborso della somma dovuta? Perché mai ero obbligata a quella frase che, impietosamente, denunciava gli anni da fanciullina che con disagio ammettevo di avere?

La questione è risaputa: i piccoli vogliono essere adulti, hanno fretta di crescere per raggiungere quell’età che appare garanzia di libertà! Salvo poi… eh sì, lo sappiamo come prosegue la vita. Oggi, tanto per dire, vado a fare la spesa e non so cosa darei per ripetere quella frase magica, “Poi passa mamma e paga”, che mi libererebbe dall’onere economico. Sarebbe un sicuro sollievo, ma altrettanto sicuro è che, a più di cinquant’anni, una frase del genere sarebbe un lasciapassare garantito per il reparto della neuro del più vicino nosocomio… e allora devo accettare la triste realtà e pagare il conto! Ma in definitiva fa parte del gioco della crescita.

Esistono però delle donne che, per certi versi, destano in me uno spiccato interesse socio-psico-antropologico quando le ho davanti in fila al mercato, in attesa del mio turno per chiedere frutta e verdura, per esempio, oppure in salumeria, quelle rare volte in cui mi ci reco invece di andare al supermercato. Il profondo interesse analitico scatta quando sento la loro frase-lasciapassare pronunciata, peraltro, quasi sempre con tono mellifluo e con aria un po’ svampita. A loro basta sostituiremammaconmarito” e vien fuori una cosa del tipo: “Ma tu vedi, ho lasciato il borsellino a casa… Vabbè, poi passa mio marito e paga!”.

L’allitterazione c’è anche in questa ma, a me, non diverte come l’altra…

Luciana Pennino

“La crescita, e questa è una cosa terribilmente dura da fare. È molto più facile saltarla e passare da una fanciullezza all’altra.” (Francis Scott Fitzgerald)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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