Alla fine del 1845 lo Zar russo Nicola I compì un viaggio in Italia per accompagnare la consorte Alessandra in Sicilia, dove la Zarina si sottoponeva ad alcune cure. La coppia imperiale sbarcò a Palermo il 23 ottobre dal piroscafo Kamcatka. Lo Zar  trascorse oltre un mese tra l’isola e Napoli mentre la moglie si trattenne molto più tempo.

re ferdinando II

A seguito di questo illustre viaggio sono tantissime le testimonianze del forte legame tra Napoli e la Russia, in primis le due statue equestri all’ingresso dei giardini del Palazzo Reale di Napoli, realizzate da Petr Klodt, quale dono dello zar Nicola I a Ferdinando II di Borbone, per ringraziarlo del piacevole soggiorno della coppia reale nelle Due Sicilie. Una coppia di cavalli, pressoché identici dominano il fiume Neva, dall’alto del ponte Aneckov a San Pietroburgo.

775px_Sommer_Giorgio_1834_1914___n_1117___Napoli___Villa_del_Popolo_1-870x

È il 1846 e la storia ufficiale dell’ amicizia tra le due ex capitali comincia qui, come testimoniano altri regali – quadri e strumenti musicali – attualmente esposti negli appartamenti di Palazzo Reale e al Conservatorio di San Pietro a Majella. Le cronache dell’epoca parlano di uno Zar entusiasta della bellezza della città, ma interessato soprattutto ai suoi progressi industriali: l’opifcio di Pietrarsa, dove si assemblavano le locomotive, viene preso a modello per la costruzione del complesso industriale di Kronstadt. Oggi è la sede dello splendido museo ferroviario italiano affacciato sul mare.

Aristocratici, pittori e scrittori arrivano a Napoli per vedere con i propri occhi le meraviglie cantate dai posteggiatori partenopei chiamati a corte da Nicola I: bisogna anche ricordare che proprio a Odessa, in un’Ucraina grigia e umida, per opera di due napoletani in tour sul Mar Nero, nascono le note di ‘O sole mio nella primavera del 1898, il clima del Meridione, è ciò che i russi apprezzano di più.

30_04_2015_Maggio_Pietrarsa_testata

Le tele di Silvestr Scedrin, Karl Brjullov, Pimen Orlov rendono efficacemente l’atmosfera che si respirava per le strade napoletane che affascinarono il popolo russo. Numerosi furono i viaggiatori russi a venire nel Mezzogiorno: Scedrin, in particolare, s’innamora di Sorrento al punto da lasciare la natale San Pietroburgo per stabilirsi nella cittadina fino alla morte. Maksim Gorky lo scrittore di Nizhny Novgorod, è tra i russi più famosi a venire nel capoluogo partenopeo in cerca di pace e tranquillità, che troverà a Villa Gallotti, splendida residenza immersa nella quiete del quartiere Posillipo e affacciata sul Golfo di Napoli. Di Nikolai Gogol invece, si racconta che amasse la confusione e il buon cibo, e che al suo ritorno in patria cucinasse per i propri ospiti gli spaghetti al dente e tantissimi altri piatti. Da ricordare, infine, la vacanza caprese di Lenin nel 1908.