Maria Carolina, la moglie del “Re Nasone
– il re Ferdinando IV di Borbone, sorella maggiore di Maria Antonietta di Francia e figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, come Eleonora Pimenel Fonseca ed in seguito Matilde Serao ha contribuito in maniera determinante alla storia della città partenopea.

Maria Carolina è un personaggio controverso, per alcuni la regina austriaca aveva tutto il potere e la responsabilitá del regno nelle sue mani, poiché “re Nasone” era debole e dedito ai piaceri, ma  secondo altri, in realtá la figlia di Maria Teresa non fu l’abile monarca che molti credevano, in grado di sfruttare il proprio potere perché troppo presa dalle sue avventure amorose. Comunque siano andati i fatti durante  il regno di Maria Carolina e Ferdinando IV, via Toledo, via Foria e la Riviera di Chiaia divennero il centro del passeggio e dello sfarzo del regno con tanto di carrozze e passeggi, qui cominciarono ad apparire i primi numeri civici.

Ferdinando IV

La regina voleva promuovere Napoli come centro culturale, patrocinando artisti, tra cui i pittori Jakob Philipp Hackert e Angelika Kauffmann, e accademici come Gaetano Filangieri, Domenico Cirillo e Giuseppe Maria Galanti, essendo profondamente interessata al vivace dibattito illuminista. Revocò il divieto di associazione massonica e riuscì a sganciare Napoli dall’influenza del regno spagnolo.

Purtroppo durante la Rivoluzione francese, Maria Carolina abbandonò la sua posizione di sostenitrice del dispotismo illuminato e si schierò invece tra i più agguerriti conservatori dopo l’esecuzione della regina di Francia Maria Antonietta, la prediletta tra le sue sorelle. Scandalizzata dal trattamento riservato alla sorella, la regina di Napoli sviluppò un forte sentimento antifrancese e si alleò con la Gran Bretagna e l’Austria contro la Francia

La vita privata di Maria Carolina fu molto movimentata e  si dice che si incontrasse  segretamente con il Principe di Caramanico nei pressi della tomba di Virgilio, si dice anche che, insieme alla marchesa di San Marco si prostituisse sotto falsa identità, nei bordelli e nei lanari della città partenopea. Ma anche  Ferdinando IV non era uno stinco di santo, amava le donne e nel 1789 fondò la colonia di San Leucio nei pressi di Caserta, diventando il re della “repubblica” di San Leucio, dove era l’indiscusso padre padrone, dando vita a un covo di amanti: “Visitava egli familiarmente le spose e le fanciulle, teneva a battesimo i figli di quelle, e sceglieva i mariti di queste, non senza prelevare usufrutti e primizie sulle une e sulle altre”.

John Acton

Ma la regina fu l’artefice di molte riforme tra cui l’ampliamento della marina militare, affidata al suo favorito John Acton, l’ammiraglio britannico, che divenne comandante dell’esercito e della Marina sotto Ferdinando, e fu amante di Maria Carolina. Insieme alla stessa regina, si dice, cercarono di avvelenare Ferdinando IV attentando anche alla vita di Bernardo Tanucci, consigliere del Re, per avere tutto il potere. Ma se davvero riuscirono a sbarazzarsene o se la morte del consigliere avvenne per cause naturali, é difficile da accertare. Il legame tra maria Carolina e Acton non fu solo in natura sentimentale, c’erano in ballo anche e soprattutto interessi politici, e l’influenza di Acton si fece sentire.

Orazio Nelson

A causa della brutale morte della sorella Maria Antonietta, Maria Carolina odiava e temeva i francesi, per onorare la memoria della sorella, infatti,  annunciò il lutto cittadino vietando ogni forma di divertimento sia pubblico che privato. Nel 1794 sostenne la coalizione inglese contro la Francia. Purtroppo non realizzó che l’Inghilterra stava cercando di trascinare Napoli in un conflitto, così che gli inglesi potessero  prendere possesso delle basi navali e consentire a Orazio Nelson di togliere ai francesi la supremazia sul Mediterraneo; anche su  questo ci sarebbero altre voci di popolo che suggerivano che gli accordi tra Mqaria Carolina e Orazio Nelson erano influenzati da un’amante comune: Emma Hamilton.

Lady Emma Hamilton

Durante la sanguinosa rivolta del 1799 quando i rivoluzionari napoletani dichiararono la breve Repubblica Partenopea, che durò solo cinque mesi, Maria Carolina si rifugiò in Sicilia con il re, al suo ritorno a Napoli fu tra i principali sostenitori delle sentenze di morte emesse contro i rivoluzionari, una gran parte dei quali erano quegli stessi intellettuali da lei un tempo sostenuti, tra i condannati ci fu anche Eleonora Pimentel Fonseca, (vedi: http://www.napoliflash24.it/donne-cambiato-napoli-eleonora-pimentel-fonseca/)

Maria Carolina finì i suoi giorni in Austria dopo essere stata deposta da Napoleone.

simona caruso