Le città della Magna Grecia: Cuma

MAGNA GRECIA
Dell’antica e fiorente polis greca, oggi rimane solo un sito archeologico. Fu la prima delle colonie greche
d’occidente, fondata dagli Eubei di Calcide, intorno al 740 a.C. e fu anche la più settentrionale sul suolo italico.
Il sito archeologico è situato nel territorio che comprende i comuni di Bacoli e Pozzuoli, che corrisponde all’area vulcanica dei Campi Flegrei.
La città di Cuma occupava una zona particolarmente fertile, ai margini della Pianura Campana. Per questa sua caratteristica e per la favorevole posizione geografica del territorio, i Cumani dovettero difendere la propria terra dai continui attacchi degli Etruschi di Capua e delle popolazioni interne della Campania.
Dopo aver esteso il loro predominio su quasi tutto il litorale campano, i Cumani riuscirono a resistere per alcuni secoli alle aggressioni degli Etruschi e alla avanzata dei Campani che, nel 421 a.C. la conquistarono.
Cuma divenne poi alleata di Roma, a partire dalla II Guerra Punica.
Dopo il periodo di guerre civili che sconvolsero Roma, che si conclusero con la vittoria di Ottaviano, Cuma, come accadde a Napoli, diventò un luogo di quiete e di riposo, destinato agli “Otia” dell’aristocrazia romana.

Cuma

Nel Medioevo, divenne un importante centro cristiano, finché le scorrerie dei Saraceni le diedero il colpo di grazia e il luogo si trasformò in una palude.

Cuma fu la colonia della Magna Grecia che maggiormente contribuì a diffondere la cultura greca in Italia.
Legato a Cuma è il mito della Sibilla Cumana, colei che, come la Pizia greca, dava gli Oracoli agli uomini.
Virgilio, nel VI libro dell’Eneide, racconta della predizione fatta ad Enea dalla Sibilla sul suo futuro di capostipite della Gens Romana.

Fernanda Zuppini